La festa dell’Immacolata è, per i calabresi, una ricorrenza profondamente sentita: apre ufficialmente il periodo natalizio, richiama antiche usanze familiari e porta con sé profumi e sapori che da generazioni accompagnano questo giorno speciale.
Nel Cosentino una tradizione è più viva che mai: mangiare i “cuddrurielli” – o cuddruriaddri, come vengono chiamati in molte zone – soffici ciambelle di pasta lievitata e fritta che rappresentano un vero simbolo identitario.
Cuddrurielli in anticipo: la gioia della vigilia
Quest’anno la festa dell’Immacolata cade di lunedì, e proprio per questo già dalla domenica molte famiglie hanno anticipato il rito culinario, sfruttando il giorno festivo per riunirsi ai fornelli, preparare l’impasto e gustare queste irresistibili prelibatezze.
Non c’è casa o strada, nel Cosentino, che oggi non profumi di fritto, tradizione e convivialità.
Cerisano in festa: luci, canti e sapori
La foto di copertina ritrae un “cuddruriaddru” preparato proprio a Cerisano, immortalato nel profilo social del sindaco Lucio Di Gioia.
Nel paese delle Serre cosentine, infatti, la vigilia dell’Immacolata è stata animata da un ricco programma: accensione dell’albero di Natale nella piazza; canti natalizi che hanno riscaldato l’atmosfera; e naturalmente la distribuzione dei cuddruriaddri, protagonisti indiscussi della serata.
Un momento di comunità autentico, in cui tradizione religiosa, spirito natalizio e cultura gastronomica si intrecciano creando un evento sentito e partecipato.
Un rito che unisce
Che sia nelle case, nelle piazze o nei piccoli borghi come Cerisano, l’Immacolata continua a rappresentare per i calabresi un appuntamento irrinunciabile: un modo per riscoprire le proprie radici, ritrovarsi con la famiglia e sentirsi parte di una tradizione che, di anno in anno, rimane viva e intatta.
E mentre i cuddrurielli fumanti passano di mano in mano, la Calabria si prepara ad accogliere ufficialmente il Natale.



