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Occhiuto difende l’iniziativa “In libertà”: “Non è una sfida a Tajani, ma un confronto sul liberalismo”

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha respinto con fermezza le speculazioni politiche sul convegno “In libertà”, in programma mercoledì 17 dicembre a Palazzo Grazioli.

A margine della manifestazione Atreju, Occhiuto ha chiarito che l’iniziativa non rappresenta una manovra congressuale né una sfida alla leadership di Antonio Tajani in Forza Italia.

L’obiettivo politico e culturale del convegno

Secondo Occhiuto, il meeting nasce con l’intento esclusivo di avviare un dibattito su come rendere Forza Italia e, più in generale, l’intero centrodestra “un po’ più liberali”.

Interrogato riguardo un suo possibile futuro nuovo ruolo all’interno del partito, il governatore ha replicato in modo netto: “Nessun nuovo ruolo in Forza Italia”. Questa precisazione è volta a riportare il confronto su un piano eminentemente politico e culturale, allontanando le ipotesi di ambizioni interne o manovre di potere.

Sanità, tra crisi di personale e deficit di riforme

Nel corso del panel “Trasparenza ed efficienza: più valore alla nostra sanità”, Occhiuto è intervenuto anche sull’emergenza sanitaria, concentrandosi sulla carenza di personale medico. Il governatore ha ricordato la scelta di ricorrere ai medici cubani in Calabria, definendola una decisione dettata dalla “disperazione”, pur riconoscendo la professionalità e la soddisfazione per il loro lavoro negli ospedali calabresi.

Il problema, secondo Occhiuto, è di natura strutturale. I concorsi per i medici in Italia, specialmente in alcune regioni, continuano ad andare deserti. “C’è un deficit di cultura politica sui temi della sanità”, ha sottolineato il presidente, criticando un dibattito che spesso si concentra unicamente sulla questione delle risorse economiche.

Le riforme mancate e l’appello al coraggio

Occhiuto ha ribadito che i fondi sono necessari ma non sufficienti. “Le risorse sono come la benzina in un motore: se il motore non funziona, non vai più veloce”. La politica, a suo dire, ha finora considerato la sanità solo dal punto di vista della mancanza di risorse, trascurando le riforme strutturali indispensabili.

Il messaggio finale lanciato dal palco di Atreju è un chiaro appello all’azione: “Se vogliamo difendere la sanità pubblica, dobbiamo renderla attrattiva. Questo significa fare riforme che mancano da tempo. E per farle serve coraggio”. Una posizione che lega le criticità territoriali a un dibattito politico nazionale più ampio sulla necessità di intervenire con riforme coraggiose.