Il 3 gennaio segna l’inizio ufficiale dei saldi invernali in Calabria, un evento che riveste un’importanza strategica per l’economia locale.
Secondo le proiezioni fornite dal centro studi di Confcommercio Calabria, la stagione degli sconti potrebbe generare un volume d’affari complessivo stimato tra i 110 e i 130 milioni di euro.
L’afflusso di consumatori previsto coinvolge una platea vasta, con un numero di famiglie compreso tra 450 e 500 mila che si apprestano a effettuare acquisti nel corso delle prossime settimane.
La spesa media calcolata per ogni singolo cittadino si attesta sui 120 euro, dato che si traduce in un investimento familiare oscillante tra i 220 e i 240 euro. Sebbene queste cifre risultino leggermente più contenute rispetto alla media nazionale, esse appaiono pienamente coerenti con le dinamiche di consumo registrate storicamente sul territorio calabrese.
Distribuzione del fatturato nelle province
La distribuzione della ricchezza prodotta dai saldi non seguirà un percorso uniforme, ma rispecchierà il peso demografico e la densità commerciale delle diverse aree della regione. Cosenza guida la classifica regionale con una quota del 36%, che equivale a una cifra tra i 40 e i 47 milioni di euro. Segue Reggio Calabria, che incide per il 28% con un valore stimato tra 31 e 38 milioni di euro. Catanzaro si posiziona con il 18% del fatturato, corrispondente a circa 20-24 milioni, mentre le province di Crotone e Vibo Valentia contribuiscono ciascuna con il 9%, garantendo un indotto di circa 10-12 milioni di euro per territorio.
Preferenze di acquisto e settori trainanti
Il settore della moda continua a essere il pilastro fondamentale della stagione dei saldi. L’abbigliamento domina la scena catturando la metà del fatturato complessivo, seguito dal comparto delle calzature che rappresenta il 25%. Gli accessori pesano per il 10%, mentre i prodotti tessili per la casa e gli articoli sportivi raccolgono insieme il 12%. La restante quota del 3% è destinata ad altre tipologie merceologiche.
Confcommercio Calabria evidenzia come questo appuntamento sia vitale per la sopravvivenza del commercio di prossimità, specialmente in un contesto economico caratterizzato da un aumento dei costi operativi e da una maggiore prudenza nelle decisioni di acquisto. Il supporto ai negozi fisici del territorio viene identificato come un elemento essenziale per la salvaguardia dell’occupazione e la tutela della coesione sociale.
Viene infine promossa la cultura di un consumo responsabile. La verifica della trasparenza sui prezzi e la correttezza degli sconti sono fattori determinanti per garantire un mercato competitivo e sano. La vigilanza verso pratiche commerciali poco chiare tutela non solo il portafoglio dei cittadini, ma l’integrità dell’intero sistema produttivo regionale.



