Il 19 aprile 2026, alle ore 17:30, la sala consiliare del Comune di San Giorgio Albanese ospiterà l’evento culturale intitolato “Viaggio tra fibre naturali, memoria storica e visioni ecosostenibili – Il filo della tradizione incontra l’abito di domani”. L’iniziativa nasce con l’intento di creare un ponte tra l’eredità artigianale del territorio e le nuove esigenze del settore moda, sempre più orientato verso la sostenibilità ambientale e la valorizzazione della ricerca.
Il confronto mira a trasformare la memoria storica della lavorazione tessile in una risorsa attiva per lo sviluppo economico e culturale locale. La discussione si concentrerà su come le tecniche del passato possano ispirare soluzioni moderne, riducendo l’impatto ecologico attraverso l’uso di materiali naturali.
Interventi e prospettive istituzionali
I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di San Giorgio Albanese, Gianni Gabriele, seguiti dall’introduzione di Rosaria Tornello, cultrice dei filati e della storia del costume. Il dibattito vedrà il coinvolgimento di diverse figure di spicco del panorama culturale, produttivo e tecnico, tra cui Pasquale Filippelli e Roberto Cannizzaro.
Il contributo dell’UNPLI Cosenza sarà rappresentato da Antonello Grosso La Valle, mentre la prospettiva delle amministrazioni limitrofe e delle competenze tecniche sarà approfondita dal sindaco di Mendicino, Irma Bucarelli, e dal dottore agronomo Mario Reda. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Biagio Faragalli, che traccerà una sintesi delle riflessioni emerse durante la serata.
Identità territoriale e degustazioni d’eccellenza
Oltre all’approfondimento tematico sul tessile, l’evento dedicherà uno spazio significativo alle eccellenze gastronomiche del territorio. Al termine del dibattito è previsto un momento conviviale caratterizzato da degustazioni identitarie curate da Giuseppe Fermento.
L’esperienza sensoriale sarà completata da una degustazione di vini guidata dal dott. M. Reda (ONAV). Questo appuntamento rappresenta un’occasione per riflettere sulla valorizzazione delle risorse locali, intendendo l’identità non come un elemento statico, ma come un motore per le visioni ecosostenibili del futuro.



