Una procedura endoscopica di estrema complessità ha segnato il recente successo della sanità reggina presso il Grande Ospedale Metropolitano.
Una giovane donna è stata salvata dopo aver inalato accidentalmente un cacciavite odontoiatrico, un incidente che ha richiesto un intervento d’urgenza coordinato e tempestivo per evitare conseguenze fatali.
La paziente si era presentata al Pronto Soccorso manifestando una tosse persistente e un dolore toracico acuto. La gravità della situazione è emersa chiaramente solo dopo l’esecuzione di una Tomografia Computerizzata, che ha mostrato l’attrezzo metallico incastrato nel bronco lobare inferiore del polmone destro. Oltre alla presenza del corpo estraneo, gli esami hanno rilevato un pneumomediastino, ovvero una rischiosa infiltrazione d’aria nello spazio tra i polmoni.
L’équipe multidisciplinare e la complessa estrazione
La guida delle operazioni è stata affidata al dottor Baldassare Mondello, Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Toracica, il quale ha diretto l’équipe nel delicato compito di estrarre l’oggetto per via broncoscopica. La rapidità nel predisporre il regime d’urgenza è stata fondamentale per il successo della procedura.
Insieme al dottor Mondello, hanno operato il dottor Massimino Messinò, gli anestesisti Lilly Gatto e Leonardo Cosenza, e il personale infermieristico composto da Fortunato Quattrone, Angela Fiozzo e Paolo Pennestrì. La sinergia tra le diverse competenze professionali ha permesso di liberare le vie aeree della donna senza ricorrere a tecniche più invasive.
Il decorso clinico e il ritorno a casa
Una volta rimosso il cacciavite, la paziente è stata trasferita presso la U.O.S.D. Terapia Intensiva Post Operatoria, sotto la direzione del dottor Massimo Caracciolo. Il monitoraggio attento e la gestione della fase postoperatoria hanno garantito un recupero regolare e la totale assenza di complicazioni.
Dopo un periodo di osservazione che ha confermato il ripristino delle funzionalità respiratorie, la giovane è stata dimessa in ottime condizioni di salute. Il successo dell’operazione sottolinea ancora una volta l’importanza della prontezza operativa e della specializzazione delle strutture del nosocomio reggino in situazioni di alta criticità.



