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Armi da taglio a scuola, Piantedosi: “Direttiva ai presidi per mettere metal detector, anche a sorpresa”

Il governo sta definendo i dettagli di un intervento mirato a contrastare la diffusione delle armi da taglio tra i giovanissimi.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato l’imminente pubblicazione di una direttiva congiunta con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per regolamentare i controlli negli istituti scolastici.

La collaborazione tra Viminale e Ministero dell’Istruzione

L’iniziativa nasce dalla necessità di rispondere al fenomeno dell’utilizzo dei coltelli da parte dei ragazzi, una criticità che negli ultimi mesi ha registrato un incremento preoccupante. Il ministro Piantedosi ha chiarito che la strategia non prevede l’installazione fissa di metal detector, ma si basa su una cooperazione operativa tra diverse istituzioni.

«In queste ore, domani al massimo, usciremo con una direttiva condivisa col ministro Valditara che manderemo ai dirigenti scolastici e ai prefetti» ha dichiarato il titolare del Viminale. Il documento fornirà le linee guida per attuare verifiche mirate e coordinare l’intervento delle forze dell’ordine nei pressi e all’interno delle strutture educative.

Il principio dell’autonomia scolastica e i controlli a sorpresa

Un punto cardine della nuova normativa riguarda la procedura di attivazione dei controlli. La decisione non verrà imposta dall’alto, ma passerà attraverso la richiesta dei vertici delle singole scuole, garantendo così il rispetto delle prerogative decisionali di ogni istituto.

In merito alle modalità di esecuzione, il ministro ha precisato che «il controllo potrà essere fatto a sorpresa quando sarà richiesto dai dirigenti scolastici». L’obiettivo è quello di creare un effetto deterrente efficace, intervenendo direttamente agli ingressi o nelle aree antistanti gli edifici in collaborazione con le prefetture locali.

Il ruolo dell’autorità giudiziaria nelle indagini

Oltre alla prevenzione amministrativa coordinata dai prefetti, resta invariato il quadro delle competenze riguardanti la commissione di illeciti penali. Qualora sussistano indizi di reato o procedimenti giudiziari in corso, le modalità di intervento potranno seguire canali differenti.

«Ovviamente resta fermo che se ci sono problemi di commissione di reati, quindi indagini giudiziarie, su disposizione dell’autorità giudiziaria potrà essere fatto in maniera anche diversa» ha concluso Piantedosi, distinguendo la vigilanza preventiva dalle attività investigative ordinarie.