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Giochi numerici, da ieri nuove regole: cosa cambia per Lotto e SuperEnalotto

Entra pienamente in vigore la riforma dei giochi numerici a quota fissa e a totalizzatore, un riordino complessivo che tocca pilastri dell’intrattenimento degli italiani come Lotto, SuperEnalotto e Gratta e Vinci.

Il provvedimento punta a uniformare le regole di gestione delle concessioni e a introdurre nuovi limiti di puntata, mentre parallelamente scatta un ulteriore rincaro per il settore dei tabacchi.

Nuovi limiti di puntata e regole per i sistemi

La struttura delle giocate viene ridisegnata con soglie minime e massime più stringenti. Per giochi come il Lotto e il 10eLotto, la puntata minima viene fissata a 10 centesimi, mentre la massima non potrà superare i 200 euro. Un discorso a parte riguarda i sistemi e le giocate a caratura, per i quali il tetto massimo di spesa è stabilito in 1.000 euro.

Le tempistiche per piazzare le scommesse diventano più rigide per garantire la trasparenza delle estrazioni: le giocate fisiche nelle ricevitorie dovranno essere chiuse almeno 30 minuti prima dell’estrazione ufficiale.

Il diritto all’annullamento e la riscossione dei premi

Una delle novità più rilevanti per i consumatori è la possibilità di correggere eventuali errori. I giocatori potranno infatti annullare o modificare una puntata effettuata in ricevitoria entro 5 minuti dall’emissione dello scontrino, a patto che la raccolta del concorso sia ancora aperta.

Per quanto riguarda le vincite, il fisco continua a trattenere la cosiddetta “tassa sulla fortuna” del 20% su tutti i premi superiori a 500 euro. I termini per richiedere il pagamento sono i seguenti:

  • 60 giorni dalla pubblicazione del Bollettino ufficiale per Lotto e concorsi simili.

  • 90 giorni per i giochi a totalizzatore nazionale come SuperEnalotto, Eurojackpot e SiVinceTutto.

In caso di mancata riscossione entro questi termini, l’intera somma vinta verrà incamerata dall’Erario.

I dati del mercato e le vincite garantite

La riforma interviene anche sul rapporto tra Stato e concessionari. Viene stabilito che i gestori debbano restituire ai giocatori una percentuale di vincite (payout) compresa tra un minimo del 50% e un massimo del 78% della raccolta complessiva.

Secondo i dati diffusi dalla Cgia di Mestre, il comparto ha fatto registrare numeri record: nel 2024 la raccolta legale ha toccato i 157,4 miliardi di euro. Di questi, ben 135,8 miliardi sono tornati nelle tasche degli italiani sotto forma di vincite, lasciando una spesa effettiva (perdite per i giocatori) di 21,5 miliardi. A trainare il settore è soprattutto l’online, cresciuto del 153% tra il 2019 e il 2024, mentre le sale fisiche (retail) segnano ancora un lieve calo rispetto ai livelli pre-pandemici.

Sigarette: scatta la seconda tranche di aumenti

Oltre ai giochi, il 27 gennaio segna anche il debutto di nuovi prezzi per le sigarette e i prodotti da fumo. Si tratta della seconda fase di rincari prevista dalla legge di Bilancio, con aumenti che possono arrivare fino a 30 centesimi a pacchetto. Il gettito derivante da questo incremento delle accise, stimato in circa 900 milioni di euro per il solo 2026, servirà a rimpinguare le casse dello Stato.

Restano invece ancora al palo le norme sul distanziamento dei centri scommesse dai luoghi sensibili come le scuole: nonostante le intenzioni del governo di imporre controlli più severi e allontanare le sale gioco dagli istituti, la discussione legislativa su questo punto specifico non ha ancora portato a un provvedimento definitivo.