Il laboratorio NOEL dell’Università Mediterranea e la startup Sizable Energy hanno avviato nello Stretto una nuova fase di test per un sistema innovativo di accumulo energetico.
Attraverso l’installazione di una struttura galleggiante di 50 metri, l’obiettivo è perfezionare una tecnologia che permette di conservare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili direttamente in mare, per poi restituirla alla rete elettrica nei momenti di necessità.
Come funziona il pompaggio idroelettrico offshore
A differenza delle dighe di montagna, questo sistema sfrutta la profondità marina. L’energia in eccesso viene usata per spingere un liquido speciale in un serbatoio a galla; quando serve elettricità, il liquido scende verso il fondo azionando delle turbine. Si tratta di una soluzione pensata per evitare black-out e gestire meglio l’energia solare ed eolica, senza rovinare il paesaggio costiero o usare materiali inquinanti.
Il ruolo della ricerca calabrese
Il laboratorio NOEL è una struttura d’eccellenza che permette di testare i prototipi in mare aperto, affrontando onde e correnti reali. Questa collaborazione mette la Calabria al centro della sfida per la sostenibilità e la decarbonizzazione.
“La collaborazione tra il nostro Ateneo e realtà innovative dimostra il ruolo centrale dell’Università Mediterranea nei processi di transizione energetica”, dichiara il Rettore Giuseppe Zimbalatti. “Il laboratorio NOEL si conferma un’infrastruttura di ricerca unica, capace di attrarre investimenti e talenti”.
Soddisfazione espressa anche da Manuele Aufiero, CEO di Sizable Energy: “Tornare a Reggio Calabria con un sistema di queste dimensioni ci avvicina alla fase commerciale. La sinergia con il NOEL è la dimostrazione di come la ricerca accademica italiana possa diventare il motore di soluzioni tecnologiche globali”.
Il Professor Felice Arena, Direttore del NOEL, sottolinea come la collaborazione, attiva dal 2023, miri a portare il progetto fino alla fase operativa finale proprio in territorio calabrese.



