Si terranno domani alle 10, in forma strettamente privata, le esequie di Maria Assunta Currà, la donna di 55 anni rimasta vittima del tragico femminicidio-suicidio che ha sconvolto la comunità di Mileto venerdì scorso.
La cerimonia, secondo quanto reso noto dai familiari, avrà luogo nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità–San Benedetto.
Incertezza per le esequie di Pasquale Calzone
Resta invece incerta la sorte dei funerali di Pasquale Calzone, il marito di 63 anni autore dell’omicidio-suicidio. Sebbene l’uomo avesse espresso in vita la volontà di donare il proprio corpo alla ricerca scientifica e di essere successivamente cremato, l’iter è attualmente bloccato. Nonostante l’autopsia sia stata eseguita nella giornata di ieri, la salma rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria fino alla conclusione formale degli accertamenti.
La scelta di procedere con cerimonie separate riflette la precisa volontà del figlio della coppia, Federico, ingegnere di 35 anni residente a Torino.
La dinamica confermata dall’esame autoptico
Il procuratore capo di Vibo Valentia, Camillo Falvo, ha coordinato le attività d’indagine che hanno trovato riscontro nell’esame medico-legale. L’autopsia ha confermato che Calzone ha esploso cinque colpi di pistola contro la moglie, uccidendola sul colpo.
Maria Assunta Currà si era recata nell’abitazione coniugale per prelevare gli ultimi oggetti personali. Il suo intento era quello di chiudere definitivamente quel capitolo di vita, in vista dell’udienza in tribunale già fissata per formalizzare una separazione consensuale.
Il risentimento dietro la separazione
Il percorso verso la rottura definitiva era iniziato circa un anno fa, quando la donna aveva richiesto la separazione giudiziale e denunciato il marito per aggressione. Nonostante un apparente ritorno alla calma e l’orientamento verso un accordo bonario, gli inquirenti ritengono che l’uomo non avesse mai realmente accettato la fine del legame.
Dopo l’aggressione mortale, Calzone ha rivolto l’arma verso se stesso, esplodendo un colpo alla tempia. I corpi sono stati rinvenuti dal fratello dell’omicida, Franco Calzone, entrato in casa preoccupato per il silenzio prolungato. La scena è stata descritta negli atti della Procura come un “bagno di sangue”.
Le indagini tecniche sui filmati di sorveglianza
Le attività investigative proseguono per definire con esattezza la cronologia degli eventi. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per monitorare ogni spostamento avvenuto nel pomeriggio di venerdì, a partire dall’arrivo della vittima nell’abitazione, registrato poco prima delle 14. Solo al termine di questi rilievi tecnici i fascicoli potranno essere chiusi e la salma dell’uomo restituita alla famiglia.



