La situazione dei servizi sanitari nell’area urbana di Corigliano Rossano torna al centro del dibattito politico e sociale dopo le recenti dimissioni di figure chiave all’interno delle strutture ospedaliere.
L’ultimo segnale di crisi riguarda l’abbandono della direttrice dell’Emergenza urgenza, Mariella Valenti, un evento che si inserisce in un quadro di generale smobilitazione delle figure apicali dello spoke.
Le dimissioni della dottoressa Valenti non rappresentano un caso isolato, ma seguono una scia di addii che ha già interessato reparti fondamentali come Pediatria, Chirurgia, Ortopedia e Nefrologia. Molte di queste unità operative complesse risultano attualmente prive di una guida stabile, affidate a figure “facente funzione” in attesa dell’espletamento di concorsi regolari che tardano a concretizzarsi.
Le cause dell’instabilità e il nodo dell’attrattività
L’analisi della consigliera regionale del Partito Democratico, Rosellina Madeo, si concentra sulle motivazioni profonde che spingono professionisti di lunga esperienza a lasciare l’ospedale della città unica. La principale criticità risiederebbe in un sistema sanitario regionale percepito come poco attrattivo e privo delle garanzie di sicurezza necessarie per operare con serenità.
Secondo quanto dichiarato da Rosellina Madeo, questa emorragia di competenze è il sintomo di un malessere strutturale: «La nostra Sanità non è abbastanza attrattiva e non gode di quella sicurezza che farebbe lavorare tutti i professionisti del settore, dagli Oss agli specialisti, in quella condizione di tranquillità e fiducia di cui invece avrebbero bisogno». L’assenza di stabilità organizzativa finisce per minare il rapporto tra l’istituzione sanitaria e l’utenza, creando un clima di incertezza che coinvolge sia il personale medico che i cittadini.
L’impatto sulla mobilità passiva e i rischi per i pazienti
Le conseguenze di questo depotenziamento dei reparti si riflettono direttamente sui flussi migratori sanitari. La sfiducia spinge i residenti a cercare cure lontano dal proprio territorio, anche per prestazioni che dovrebbero essere garantite agevolmente in loco. Il timore di non trovare risposte adeguate, persino in ambiti delicati come l’ostetricia, costringe le famiglie a spostarsi fuori provincia o fuori regione.
«Questo clima di instabilità altro non fa se non accrescere il sentimento di incertezza tra i pazienti che spesso, anche per interventi molto semplici, preferiscono affrontare centinaia di chilometri piuttosto che farsi operare in casa nostra», ha sottolineato Madeo, evidenziando come tale fenomeno contribuisca ad alimentare i costi della mobilità passiva a vantaggio delle altre regioni. La richiesta che emerge è quella di un intervento istituzionale concreto che vada oltre la gestione emergenziale e le comunicazioni via social, per restituire dignità e piena funzionalità allo spoke di Corigliano Rossano.



