Il Parco Nazionale del Pollino si prepara a debuttare sul grande schermo come protagonista narrativo.
A partire da giovedì 12 marzo 2026, uscirà nelle sale cinematografiche italiane Il Bene Comune, l’ultima opera del regista lucano Rocco Papaleo. La pellicola non si limita a usare il paesaggio come semplice sfondo, ma trasforma i luoghi simbolo di Saracena in una parte integrante del racconto, valorizzando l’autenticità di un territorio vivo.
Un viaggio visivo tra Masistro e Novacco
Le riprese hanno interessato aree di straordinario valore naturalistico e storico. Il film attraversa i Piani di Masistro, le fitte faggete situate tra Masistro e Novacco e la Contrada Caccia, zona storicamente legata a produzioni agricole d’eccellenza. Questi luoghi, descritti come scrigni di biodiversità e silenzio, diventano nel film testimoni dell’equilibrio tra la natura incontaminata del Pollino e il lavoro dell’uomo, legato a vigneti e uliveti che definiscono l’identità locale.
Il valore strategico della narrazione territoriale
Il Sindaco di Saracena, Renzo Russo, ha espresso grande soddisfazione per l’imminente uscita della pellicola, sottolineando come questa operazione cinematografica si sposi con la visione di sviluppo del comune. “Il cinema diventa uno strumento di narrazione territoriale capace di parlare a pubblici nuovi, diversi, rafforzando la percezione di un luogo autentico, accogliente e contemporaneo”, ha dichiarato il Primo cittadino, evidenziando la volontà di consolidare Saracena come destinazione per il turismo lento ed esperienziale.
Un sud raccontato con rispetto e dignità
La scelta di Rocco Papaleo di ambientare la storia in questi luoghi rappresenta un riconoscimento importante per una comunità che punta sulla propria identità produttiva e culturale. Il Sindaco ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare alla Fondazione Calabria Film Commission, alla produzione e al regista per aver restituito dignità nazionale a zone ricche di significato.
“Raccontare il Sud attraverso storie vere, luoghi veri e comunità vive significa contribuire a una nuova narrazione del Paese. Una narrazione in cui Saracena e il Pollino non sono cornice, ma parte viva del racconto”, ha concluso Russo.



