Il Carnevale Squillacese taglia il prestigioso traguardo dei cinquant’anni di attività continuativa, confermandosi come uno degli appuntamenti più longevi e identitari del panorama festivo in Calabria.
Domenica 15 febbraio, a partire dalle ore 14:30, le vie di Squillace Antica torneranno a popolarsi di musica e colori per un’edizione che non è soltanto una ricorrenza stagionale, ma un vero e proprio evento storico e storicizzato, radicato nel tessuto sociale sin dagli anni Settanta.
Il valore istituzionale e sociale della manifestazione
Recentemente, il Consiglio comunale di Squillace ha formalizzato il riconoscimento del Carnevale quale strumento fondamentale di aggregazione, inclusione sociale e promozione del territorio. Questo atto istituzionale premia decenni di lavoro volontario e creatività artigianale che hanno visto la partecipazione attiva di diverse generazioni.
L’Associazione Folkloristica “Carnevale Squillacese”, ente organizzatore della kermesse, ha sottolineato l’importanza di questo anniversario nel comunicato ufficiale di febbraio 2026: «L’obiettivo dell’edizione del cinquantenario è quello di continuare a custodire lo spirito originario della festa, fatto di divertimento, goliardia e partecipazione collettiva, aprendosi al tempo stesso a nuovi linguaggi espressivi».
I carri allegorici dell’edizione 2026
Per celebrare il mezzo secolo di vita, i maestri cartapestai e i volontari hanno realizzato quattro carri allegorici, ognuno accompagnato da coreografie studiate per trasformare la sfilata in un teatro itinerante. La proposta spazia dall’immaginario cinematografico alla riflessione sociale.
“Avatar, io ti vedo” esplora il legame tra uomo e natura, mentre “Aladin” si focalizza sui temi del desiderio e della libertà. Per il pubblico dei più piccoli è stato ideato il carro di “Bing”, caratterizzato da una narrazione vivace e spensierata. Una nota più profonda emerge con “Dietro la maschera”, dove la figura di un diavolo che afferra Pulcinella funge da allegoria del potere invisibile che condiziona l’uomo contemporaneo. Il percorso dei giganti di carta si concluderà nella scenografica piazza Vescovado, cuore del centro storico.
Dalle origini rurali al successo contemporaneo
La storia della manifestazione ebbe inizio nel 1974, quando un primo, rudimentale carro artigianale trainato dai buoi diede il via a una tradizione nata in modo spontaneo tra i cittadini. Nel corso dei decenni, l’evento si è evoluto costantemente, diventando un polo attrattivo per l’intero comprensorio catanzarese.
Elementi storici come la banda “Manculicani Show” e il rituale del “Carnevale morto”, che chiude simbolicamente il periodo dei festeggiamenti, restano i pilastri di un patrimonio culturale collettivo che riesce a coniugare la memoria del passato con le esigenze dello spettacolo moderno. L’appuntamento di domenica 15 febbraio rappresenta dunque un’occasione per riscoprire un evento che è diventato simbolo di resilienza culturale e orgoglio territoriale.



