Il percorso verso il riconoscimento della tutela per l’oro verde della Calabria segna un punto di svolta decisivo.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha dato il via libera definitivo alla richiesta di registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) Bergamotto di Reggio Calabria. Un risultato che giunge al termine di una lunga fase di confronto e che ora proietta l’iter verso la validazione finale della Commissione Europea a Bruxelles.
Il commento di Francesco Macrì sulla conclusione dell’iter ministeriale
Il presidente della Confederazione produttori agricoli (Copagri) della Calabria, Francesco Macrì, ha accolto con soddisfazione la notizia, non risparmiando tuttavia alcune riflessioni sul tempo trascorso prima di giungere a questo traguardo. Secondo Macrì, i ritardi burocratici e le divergenze interne alla filiera hanno pesato direttamente sulle tasche dei produttori.
“È stata dura ma ce l’abbiamo fatta, come avevamo previsto: solo una questione di tempo. Purtroppo di tempo perso”, ha dichiarato il presidente regionale di Copagri. Macrì ha poi sottolineato come i veri danneggiati da quella che è stata definita la guerra del bergamotto siano proprio gli agricoltori: “Gli sconfitti a causa del tempo sprecato sono i bergamotticoltori, che non hanno potuto usufruire dei benefici che può apportare al valore del prodotto un marchio IGP”.
L’invito al ritiro dei ricorsi per il futuro della filiera
Nonostante il parere favorevole del Ministero, sulla procedura pende ancora l’incognita legata alle azioni legali intraprese da alcune componenti del settore. Macrì ha evidenziato come molti di coloro che inizialmente avevano osteggiato il percorso dell’IGP stiano ora cambiando posizione, ma ha ribadito la necessità di una trasparenza totale per il bene comune del comparto.
L’appello alla coesione è diventato un invito esplicito a cessare le ostilità nelle sedi giudiziarie per evitare ulteriori rallentamenti o costi superflui. “Ci piacerebbe che la controparte, anziché continuare a spendere soldi con inutili e ulteriori ricorsi al TAR li ritirasse in buon ordine”, ha precisato Macrì. Tale gesto, secondo il presidente di Copagri Calabria, non rappresenterebbe un segnale di debolezza, bensì una dimostrazione di “maturità e vera voglia di unità per un nuovo corso della bergamotticoltura di qualità”.
Con il passaggio della documentazione a Bruxelles, l’auspicio è che la filiera possa presentarsi compatta davanti alle istituzioni comunitarie, superando le divisioni interne per massimizzare l’impatto economico e d’immagine che il marchio IGP garantirà al territorio reggino.



