Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha ufficialmente depositato una mozione per sollecitare la Giunta Regionale a prendere una posizione netta in difesa della Convenzione di Istanbul.
Al centro della disputa politica e civile c’è il concetto di consenso, un termine che il gruppo dem ritiene fondamentale per la tutela delle donne e che rischierebbe di essere eliminato o fortemente depotenziato durante il passaggio legislativo al Senato.
Il rischio dell’ambiguità semantica nei tribunali
Secondo quanto dichiarato dal gruppo consiliare guidato da Ernesto Alecci, la riscrittura della norma starebbe portando verso un’ambiguità pericolosa. La sostituzione del termine consenso con espressioni più vaghe, come “volontà contraria” o “atti compiuti contro la persona”, rappresenterebbe un ostacolo concreto durante i procedimenti giudiziari.
“La parola consenso è limpida e non si presta ad alcuna interpretazione: se il consenso non c’è, è stupro”, si legge nel documento diffuso dal gruppo. “Più complessa, soprattutto in vista di un procedimento giudiziario, è la lettura di espressioni come ‘volontà contraria’ oppure ‘atti computi contro la persona’”. Secondo i promotori della mozione, il testo originario approvato all’unanimità dalla Camera non deve essere stravolto, poiché un cambiamento in tal senso segnerebbe un “doppio passo indietro” sia sul piano culturale che su quello dell’uguaglianza di genere.
Dati allarmanti e supporto ai centri antiviolenza
La necessità di una legge priva di incertezze è supportata da statistiche preoccupanti. I dati relativi al 2025 indicano un numero di casi pari al doppio rispetto all’anno precedente, con un sensibile abbassamento dell’età media dei responsabili. Questo scenario ha spinto il Partito Democratico a inserire nella mozione richieste specifiche per il potenziamento dei servizi di assistenza sul territorio regionale.
L’iniziativa punta a impegnare la Giunta nel rafforzamento del sostegno ai centri antiviolenza e alle case rifugio della Calabria. L’obiettivo è garantire risorse stabili e programmi di accompagnamento psicologico e sociale per le vittime. Il gruppo sottolinea come sia “inaccettabile che un testo di legge, approvato alla Camera all’unanimità, venga poi modificato al Senato senza ascoltare e tenere conto dei pareri dell’Opposizione”.
Mobilitazione territoriale e sinergia politica
L’azione istituzionale si inserisce in una più ampia mobilitazione che coinvolge le Democratiche Calabria e diverse manifestazioni di piazza, dai sit-in di Cosenza agli appuntamenti di Napoli. La strategia mira a informare la cittadinanza su una norma che, nella sua nuova stesura, rischierebbe di perdere la sua efficacia originaria.
Attraverso la mozione, si invitano anche altri enti locali calabresi ad adottare atti analoghi per creare un fronte comune. Il Pd ribadisce l’urgenza di una “azione concreta a sostegno vero delle donne senza se e senza ma”, mantenendo la legge nella forma in cui aveva ottenuto il consenso bipartisan a Montecitorio.



