HomeAttualitàAllerta meteo in Calabria, Occhiuto: "Mareggiate...

Allerta meteo in Calabria, Occhiuto: “Mareggiate con onde fino a cinque metri e mezzo”

La Calabria si prepara ad affrontare una nuova ondata di maltempo che mette in stato di allerta le autorità regionali.

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha espresso forte apprensione per l’evoluzione delle condizioni meteo attese nelle prossime ore, sottolineando la pericolosità del fenomeno marittimo imminente.

“Siamo molto preoccupati per quello che potrà accadere fra stanotte e domani. Stiamo monitorando il fenomeno che non è da sottovalutare perché ci aspettiamo onde di un’altezza di 5 metri, 5 metri e mezzo”, ha dichiarato il governatore a margine di un evento presso la Cittadella Regionale. Occhiuto ha precisato che, sebbene l’intensità sia stimata come inferiore rispetto al precedente ciclone Harry, l’attenzione resta massima, specialmente per il versante tirrenico cosentino, un’area già profondamente segnata dai danni dell’erosione costiera negli anni passati.

La necessità di nuove norme per la difesa delle coste

L’emergenza attuale riapre il dibattito sulla gestione strutturale del territorio e sulla farraginosità delle procedure burocratiche. Secondo il presidente Occhiuto, i cambiamenti climatici impongono una convivenza forzata con questi eventi estremi, che deve essere affrontata con strumenti normativi e regolamentari profondamente diversi da quelli attuali.

“Purtroppo con questi fenomeni bisognerà convivere nei prossimi anni e mi auguro che ci sia un approccio diverso proprio dal punto di vista normativo e regolamentare. Questi interventi dovrebbero essere realizzati con la stessa velocità con la quale si fanno gli interventi di protezione civile”, ha proseguito il governatore, chiedendo che anche la prevenzione possa beneficiare di regimi di deroga.

Burocrazia e ambiente, il paradosso dei ripascimenti

Il nodo centrale della questione riguarda la difficoltà di attuare interventi preventivi, come il ripascimento delle spiagge, a causa di vincoli normativi che equiparano i sedimenti naturali a rifiuti speciali. Occhiuto ha citato casi emblematici come quelli di Melito, Bova e San Lorenzo, dove sarebbe logico utilizzare la sabbia accumulata nel vicino porto di Saline per contrastare l’avanzata del mare.

Attualmente, però, il sistema italiano impone costi elevati e tempi lunghi. “Non si può fare perché bisogna eseguire la caratterizzazione, chiedere mille autorizzazioni. Quindi come funzionano queste cose in Italia? Se si vuole disinsabbiare un porto bisogna spendere 200.000 o 300.000 euro per disinsabbiare il porto, per smaltire i sedimenti come rifiuti speciali e poi prendere i sedimenti, pagandoli, per fare il ripascimento”, ha spiegato con estrema chiarezza il presidente.

Situazione analoga riguarda il fiume Crati, i cui sedimenti potrebbero risolvere contemporaneamente i problemi di interramento fluviale e di erosione costiera. Tuttavia, il rischio di violare il codice dell’ambiente, con conseguenze anche penali, blocca ogni iniziativa. Per questo motivo, la Regione Calabria ha sollecitato il governo nazionale a semplificare le procedure per chi intende ridurre concretamente il rischio di eventi avversi.