Il tema della gestione della spesa sanitaria torna al centro del dibattito politico regionale attraverso un’interrogazione presentata alla Giunta dalla consigliera di Casa Riformista – Italia Viva, Filomena Greco. Al centro della questione si trovano i provvedimenti sanzionatori adottati da alcune Aziende Sanitarie Provinciali nei confronti dei medici di medicina generale, accusati di una presunta inappropriatezza prescrittiva rilevata attraverso analisi statistiche.
Le contestazioni mosse dalle ASP si baserebbero principalmente sullo scostamento dei singoli professionisti rispetto ai parametri medi di spesa farmaceutica. Tale approccio solleva dubbi sulla reale tutela dell’autonomia clinica del medico e sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
La critica ai criteri statistici e la tutela della valutazione clinica
Secondo quanto esposto dalla consigliera Greco, l’utilizzo di automatismi contabili per valutare l’operato dei medici di base rischierebbe di ignorare le specificità dei singoli casi clinici e le necessità reali dei pazienti. La posizione espressa nell’interrogazione sottolinea come la sostenibilità del sistema sanitario non possa gravare esclusivamente su logiche di bilancio che comprimono la libertà prescrittiva.
“Il diritto alla salute non è una voce di bilancio”, dichiara Filomena Greco nel presentare l’atto ispettivo. “Nessuno mette in discussione il dovere di garantire appropriatezza e sostenibilità, ma questi obiettivi non possono essere perseguiti con automatismi statistici che comprimano la valutazione clinica del singolo caso”.
Il ruolo dei medici di base e l’impatto sulle fasce fragili
L’interrogazione evidenzia il valore dei medici di medicina generale come pilastro fondamentale della sanità territoriale, specialmente nella gestione dei pazienti cronici e nella prevenzione di ricoveri ospedalieri impropri. Una pressione eccessiva derivante da logiche puramente amministrative potrebbe, secondo la consigliera, indebolire l’intero impianto assistenziale calabrese.
“I medici di base sono il primo presidio sanitario nelle nostre comunità: seguono i pazienti cronici, evitano ricoveri inutili e tengono in piedi la sanità territoriale. Metterli sotto pressione con logiche esclusivamente contabili significa indebolire il sistema”, prosegue Greco.
Un ulteriore punto di preoccupazione riguarda le conseguenze dirette sulla popolazione. Il timore è che il contenimento forzato della spesa possa indurre una riduzione delle prescrizioni necessarie o spingere i cittadini verso l’acquisto privato dei farmaci. “Il rischio è che siano proprio le famiglie più fragili a rinunciare alle terapie. La Regione deve garantire un equilibrio reale tra sostenibilità finanziaria e diritto alla salute, assumendosi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte”, conclude la consigliera.



