Come vi abbiamo già anticipato, la situazione della viabilità verso le Serre cosentine è precipitata nelle ultime ore.
Una massiccia frana si è abbattuta su via Romualdo Montagna, l’arteria provinciale che funge da cordone ombelicale tra il capoluogo e i comuni limitrofi. Il movimento franoso ha riversato una quantità enorme di detriti e fango sulla carreggiata, costringendo le autorità a interdire totalmente il traffico in entrambe le direzioni.
I collegamenti tra Cosenza e i centri di Carolei, Dipignano, Paterno, Domanico, Mendicino e Cerisano sono attualmente interrotti, isolando di fatto una fetta importante della provincia. A quanto pare, non c’è davvero mai fine al peggio per la tenuta del nostro territorio.
L’emergenza, tuttavia, non riguarda “solo” la circolazione stradale: lo smottamento ha causato danni pesantissimi anche al serbatoio idrico di Timpafusa. La struttura è stata centrata in pieno dal fronte della frana, subendo rotture tali da costringere i tecnici a una chiusura immediata per evitare lo sversamento incontrollato di acqua. Si tratta di un danno critico, poiché il Timpafusa non è un semplice deposito secondario, ma una delle infrastrutture di accumulo e distribuzione più importanti per l’intera rete idrica di Cosenza.
La gravità del guasto al serbatoio è legata alla sua funzione strategica: la struttura riceve e smista infatti l’acqua proveniente da sorgenti fondamentali come Merone, Bufalo e l’acquedotto dell’Abatemarco. Con l’impianto ora fuori servizio per motivi di sicurezza, il rischio di pesanti disservizi idrici in città è concreto e imminente. Mentre si attende l’intervento delle squadre tecniche per valutare l’entità dei danni strutturali, la popolazione si ritrova a gestire una doppia emergenza che paralizza trasporti e servizi essenziali.



