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Oltre i confini della poesia ospita Gaspare Falcetta: la ricerca del bello tra impegno civile e poesia

Ospite di questa settimana è Gaspare Falcetta, classe 1971. Tecnico delle Industrie Elettriche ed Elettroniche, affianca alla professione una profonda passione per la letteratura e la ricerca del bello nella natura e nell’arte.

I suoi primi scritti poetici risalgono all’adolescenza, ma dal 2019 partecipa attivamente a concorsi letterari, ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 2021 entra nell’Albo d’Oro dei Poeti, Scrittori ed Artisti Contemporanei Italiani di Cefalù Art; nello stesso anno viene selezionato tra i quindici poeti del progetto Kairòs e inserito nell’Antologia di Poeti Contemporanei Siciliani – Vent’anni dopo il Duemila (vol. III).

Nel 2023 partecipa al progetto editoriale Regalami la Pace (Edizioni Anicia, Roma), presentato ad Assisi, e nel 2025 viene inserito nel volume celebrativo Cento autori per un convivio dell’Accademia Internazionale Il Convivio.

Nel 2014 pubblica il saggio Dal cuoio alla scarpa – Come nasce una calzatura; nel 2021 la silloge poetica Respirando il mare – Il regalo più bello. È presente in diverse antologie nazionali e internazionali.

Società (ci)vile

In una società che vive nell’assurdo,

io concreto non è più considerato,

basta avere un po’ di soldi nella borsa,

e dai più come un signore sei guardato.

Basta mettersi a gridare un po’ più forte,

per pretendere di aver sempre ragione,

non importa realmente ciò che si urla,

ma l’effetto che si ottiene sulla folla.

Può accadere che in difesa di una mosca,

c’è chi si incatena a oltranza sotto un ponte,

mentre all’angolo un barbone scrive aiuto,

ma nessuno dei passanti gli risponde,

lui non urla, dunque, non avrà mai ragione,

se sta lì, “beh, se la sarà cercata”,

si distoglie per un attimo lo sguardo

e per tutti, è già acqua passata.

Ma quell’anima straziata in quel cartone

nel suo umile silenzio di dolore,

è un assordante grido alle coscienze,

di tutti gli uomini degni di quel nome.

Altrove poi si predica la pace,

dei morti in guerra, in piazza è la bandiera,

ma le fabbriche di armi son legali,

i proprietari pagano le tasse

e ogni sera per quei morti fanno una preghiera.

Società (ci)vile è una poesia di denuncia lucida e diretta. Gaspare Falcetta osserva con sguardo critico le contraddizioni del nostro tempo: il valore attribuito al denaro, la spettacolarizzazione delle opinioni, l’indifferenza verso la sofferenza silenziosa.

Il testo alterna immagini concrete e riflessione morale, mettendo a nudo l’ipocrisia collettiva: si grida per apparire, si manifesta per principio, ma si ignora chi soffre senza clamore. Il verso finale, amaro e potente, evidenzia il paradosso di una società che predica la pace mentre legittima la guerra.

Una poesia che non consola, ma interroga; non accusa soltanto, ma chiama in causa la coscienza di ciascuno.

E tu?

Scrivi? Ami la poesia?

Allora Oltre i Confini della Poesia è anche per te!

Partecipa inviando:

una tua poesia

una breve biografia (max 15 righe)

una tua foto personale

antoniaflavio77@gmail.com

Lascia che le tue parole superino ogni confine…