HomeDall'Italia e dal mondoL'attacco di Trump e Israele trascina...

L’attacco di Trump e Israele trascina l’Europa in una guerra globale

Il conflitto in Medio Oriente entra in una fase ancora più cruenta e imprevedibile nel suo terzo giorno di ostilità. Mentre le operazioni aeree continuano a martellare il territorio iraniano, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando direttamente dalla Casa Bianca, ha lanciato un monito chiarissimo al mondo: l’invio di truppe di terra non è affatto escluso. Sebbene molto dipenda dall’efficacia dei raid dal cielo, il Comandante in capo ha rivendicato con forza il primato militare americano, dichiarando che gli Stati Uniti, in quanto “migliori al mondo”, sono pronti a qualunque passo necessario per sradicare la minaccia e raggiungere i propri obiettivi strategici.

Poco prima dell’intervento presidenziale, dal Pentagono è arrivato l’avallo tecnico a quella che è stata definita l’operazione “Epic Fury”. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth l’ha descritta come l’azione militare più sofisticata e chirurgica mai realizzata nella storia degli Stati Uniti. Tuttavia, nonostante questa ostentata precisione, il fumo degli scontri inizia a contare le prime vittime anche tra le fila degli alleati, colpite dalla feroce reazione di Teheran che sta bersagliando non solo lo Stato ebraico, ma tutte le basi americane dislocate nella regione. La risposta politica dell’Iran è altrettanto gelida: Ali Larijani, figura chiave della sicurezza nazionale iraniana, ha spento ogni speranza diplomatica affermando perentoriamente che il Paese non ha alcuna intenzione di sedersi a un tavolo negoziale con Washington.

L’escalation ha ormai travalicato i confini mediorientali, lambendo direttamente l’Europa. In mattinata, l’allarme è scattato a Cipro, dove sono stati intercettati due droni d’attacco diretti contro la base della Royal Air Force britannica. Un segnale inquietante che ha spinto le potenze del “vecchio continente” a reagire: Francia, Germania e Regno Unito hanno dichiarato ufficialmente di essere pronte a intervenire militarmente per difendere la stabilità e la sicurezza dei Paesi del Golfo.

In Italia, il clima è di massima allerta per la sorte delle migliaia di connazionali presenti nell’area. Durante un’audizione urgente davanti alle commissioni congiunte di Camera e Senato, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tracciato un quadro preoccupante: sono circa 70.000 gli italiani attualmente distribuiti nel Golfo. La Farnesina ha già attivato le prime procedure di emergenza, confermando il rientro immediato di 200 studenti da Abu Dhabi. Tajani ha inoltre sottolineato come l’intervento di Stati Uniti e Israele sia stato deciso in totale autonomia e con il massimo riserbo, lasciando agli alleati europei il compito di gestire le pesanti conseguenze umanitarie e logistiche di un conflitto che sembra aver ormai perso ogni freno.