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Violenza nel calcio giovanile calabrese: rissa dopo Bulldog Vibo-Union Kroton

I campi di calcio della Calabria tornano a essere teatro di episodi di violenza, colpendo ancora una volta le categorie giovanili.

Lo scorso 7 marzo, al termine della sfida del campionato Under 17 tra Bulldog Vibo e Union Kroton, si sono verificati momenti di forte tensione sfociati in una rissa su cui le forze dell’ordine hanno avviato le indagini. Secondo una prima ricostruzione, circa dieci persone avrebbero scavalcato la recinzione al fischio finale, prendendo di mira alcuni calciatori e il direttore di gara. L’intervento dei genitori presenti sarebbe stato necessario per proteggere i giovani atleti, mentre alcune testimonianze hanno riferito della presunta presenza di coltelli.

La dura condanna dell’Union Kroton

La società crotonese ha espresso una posizione di estrema fermezza attraverso una nota ufficiale, denunciando l’accaduto e il clima di violenza riscontrato a Vibo Valentia. “Le vergognose immagini dell’aggressione subita dai nostri Under 17 a Vibo Valentia sabato, pubblicate con orgoglio sui vari social per mostrare quanto sono stati bravi a malmenare un gruppo di ragazzini”, si legge nel comunicato del club.

La dirigenza dell’Union Kroton ha sottolineato la gravità dei quindici minuti di tensione seguiti al match: “A tutto ciò hanno fatto seguito 15 minuti di violenza inaudita verso i nostri ragazzi ed i 2 dirigenti accompagnatori, tutto ciò per una partita tra minorenni. Il calcio non è questo e per noi non lo sarà mai, siamo pronti a difendere i nostri valori ed i nostri ragazzi in ogni sede possibile, elementi del genere vanno emarginati e radiati da tutti i campi. Stop alla violenza”.

La replica della Bulldog Vibo

Di segno opposto la ricostruzione fornita dalla società ospitante, la Bulldog Vibo, che ha respinto ogni responsabilità diretta dei propri tesserati pur condannando gli episodi avvenuti. Il club vibonese ha precisato che la gara si è svolta in un clima rispettoso e che i calciatori si sono salutati regolarmente al termine dell’incontro. “Tali fatti, per quanto accaduti, non sono in alcun modo riconducibili alla società Bulldog né ai propri tesserati”, ha dichiarato il Direttivo societario, aggiungendo di aver già fornito elementi utili alla Questura di Vibo Valentia per la ricostruzione dei fatti.

La Bulldog ha inoltre smentito alcune delle accuse più gravi circolate nelle ore successive: “Si evidenzia, inoltre, che nessuno dei presenti — giocatori, familiari, dirigenti, allenatori, arbitro e commissario di campo — ha riportato lesioni o ferite. Si precisa inoltre che, per quanto a conoscenza della società, né l’arbitro né il commissario di campo presenti hanno subito minacce o aggressioni”. Riguardo alla presunta presenza di armi da taglio, la società ha sottolineato che tale circostanza non risulterebbe riscontrata da alcuno dei presenti, ribadendo la piena fiducia nel lavoro delle autorità competenti.