L’aumento dei casi di epatite A in Italia sta spingendo le autorità sanitarie e gli esperti a innalzare il livello di guardia.
La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ha diffuso una nota in cui evidenzia una situazione epidemiologica in evoluzione, con segnalazioni che ormai interessano diverse aree della penisola, tra cui il Lazio e il nord della Calabria.
Le possibili cause della contaminazione
Il focolaio inizialmente individuato in Campania potrebbe essere collegato ai fenomeni meteorologici estremi avvenuti nei mesi scorsi. Le forti e prolungate piogge invernali avrebbero causato esondazioni e conseguenti contaminazioni fecali in alcune zone marine. Questo processo ha portato alla rilevazione del virus in diversi lotti di mitili.
Tuttavia, la dinamica della diffusione appare complessa. Sebbene il consumo di molluschi crudi rimanga il sospettato principale, non tutti i pazienti colpiti riferiscono di averne consumati. Questo suggerisce che il contagio possa avvenire anche attraverso la trasmissione interumana o a causa del mancato rispetto delle norme igieniche fondamentali.
Le raccomandazioni degli esperti
Per limitare la diffusione del virus, i medici sottolineano l’importanza di adottare comportamenti preventivi rigorosi nella vita quotidiana. Giampieri D’Offizi, responsabile Uoc Malattie Infettive Epatologia presso l’Irccs Spallanzani di Roma, chiarisce le misure necessarie: «Bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l’igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali». D’Offizi rassicura inoltre sulla sicurezza delle reti idriche nazionali, precisando che l’acqua potabile in Italia non costituisce un fattore di rischio grazie ai costanti sistemi di controllo e potabilizzazione.
L’importanza della vaccinazione
Oltre alle norme igieniche, la profilassi vaccinale rappresenta lo scudo principale, specialmente per i soggetti più vulnerabili. La vaccinazione permette infatti di circoscrivere i focolai e proteggere le fasce di popolazione che potrebbero subire le conseguenze più gravi dall’infezione.
Ivan Gentile, Direttore della Uoc di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ribadisce l’efficacia di questa misura: «La vaccinazione contro l’epatite A rimane uno strumento fondamentale, sicuro ed efficace per prevenire l’infezione e limitare la diffusione dei focolai, proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il carico sul sistema sanitario».



