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Calabria, il passaggio del 118 ad Azienda Zero tra dubbi contrattuali e rischi di contenzioso

Il recente decreto dirigenziale numero 62, adottato il 18 marzo 2026, segna il trasferimento formale delle funzioni dell’emergenza urgenza dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale all’Azienda Zero.

Tuttavia, il provvedimento e le modalità di transito del personale definite negli accordi con le organizzazioni sindacali sono finiti al centro di una dura contestazione da parte della Cisl Medici Calabria. La sigla sindacale ha scelto di non sottoscrivere l’intesa dell’11 marzo 2026, ravvisando ambiguità giuridiche e potenziali rischi per i lavoratori coinvolti.

Incongruenze nei profili giuridici del trasferimento

Secondo la Cisl Medici, la struttura dell’accordo presenta una sovrapposizione contraddittoria di diversi istituti contrattuali. Il documento richiama contemporaneamente la mobilità volontaria, disciplinata dall’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001, il trasferimento di attività previsto dall’articolo 31 dello stesso decreto e la cessione del contratto regolata dal codice civile.

La principale criticità risiede nell’uso della mobilità volontaria per quello che appare, nei fatti, un trasferimento strutturale e automatico di funzioni. Nel pubblico impiego, la mobilità richiederebbe la manifestazione di volontà del lavoratore e la pubblicazione di un avviso con successiva comparazione delle domande. In questo caso, invece, il personale viene individuato a monte, creando un corto circuito normativo tra la scelta individuale e l’esigenza organizzativa dell’ente.

Incertezze gestionali e trattamento economico

Un altro punto sollevato riguarda la condizione dei dipendenti che sceglieranno di non optare per la mobilità. Tali lavoratori resterebbero formalmente dipendenti delle ASP, ma posti in dipendenza funzionale di Azienda Zero, una fattispecie che non trova una disciplina chiara nel decreto legislativo 165/2001. A ciò si aggiunge la gestione del periodo transitorio tra la firma dell’accordo e l’effettivo subentro di Azienda Zero, durante il quale la responsabilità organizzativa rimarrebbe in capo alle ASP nonostante il coordinamento funzionale della nuova azienda.

Sul fronte delle tutele economiche e logistiche, il sindacato evidenzia la mancanza di garanzie sull’assegnazione del personale alle sedi originarie, nonostante il mantenimento delle postazioni territoriali. Viene inoltre contestata la previsione di un assegno ad personam riassorbibile per coprire le differenze retributive; una scelta che contrasterebbe con l’orientamento giurisprudenziale che spesso ritiene tali differenze non riassorbibili se derivanti da diritti acquisiti.

Differenze tra dirigenza e comparto

La Cisl Medici rileva infine una disparità di trattamento normativo tra le diverse categorie di lavoratori. Per il personale del comparto, come infermieri e OSS, il riferimento giuridico utilizzato è quello del trasferimento di attività (art. 31), mentre per la dirigenza medica si è fatto ricorso alla mobilità volontaria (art. 30).

Questa divergenza tra dipendenti che operano nelle stesse strutture e per le medesime funzioni genera, secondo il sindacato, un clima di incertezza e mancanza di trasparenza. La mancata risoluzione di questi nodi interpretativi, sia rispetto alla legge che al CCNL dell’Area Sanità, potrebbe esporre l’amministrazione a numerosi contenziosi legali nei prossimi mesi.