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Neonata rapita in clinica a Cosenza, chiesta la condanna a 8 anni per Rosa Vespa

Il processo di primo grado relativo al sequestro della piccola Sofia Cavoto è giunto alle sue fasi determinanti presso il tribunale di Cosenza.

Durante l’udienza odierna, il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico ha concluso la propria requisitoria sollecitando una pena di otto anni di reclusione per Rosa Vespa, l’unica imputata per il rapimento della neonata avvenuto l’8 gennaio 2025 all’interno della clinica Sacro Cuore.

L’impianto accusatorio si poggia su due aggravanti ritenute cruciali dalla Procura: l’aver agito ai danni di persone ricoverate in una struttura sanitaria e la conoscenza dettagliata dei locali del nosocomio, che l’imputata avrebbe acquisito attraverso sopralluoghi effettuati prima del delitto. La giornata prosegue con gli interventi dei legali di parte civile, passaggi necessari prima che il giudice si ritiri in camera di consiglio per la lettura del dispositivo.

La ricostruzione del piano e gli accertamenti psichiatrici

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’azione di Rosa Vespa sarebbe stata il culmine di una messinscena durata nove mesi, durante i quali la donna avrebbe simulato una gravidanza davanti a parenti e amici. Il giorno del sequestro, l’imputata avrebbe finto un parto per poi introdursi nella clinica e sottrarre la bambina ai genitori.

Nel corso del procedimento, la difesa, rappresentata dagli avvocati Gianluca Garritano e Teresa Gallucci, ha ottenuto lo svolgimento di una perizia psichiatrica tra i mesi di ottobre e novembre dello scorso anno. Gli accertamenti sono stati eseguiti dal collegio peritale composto dal criminologo Michele Di Nunzio, dalla psicologa Gabriella Bolzoni e dalla psicoterapeuta Roberta Costantini, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Letizia Benigno.

La costituzione delle parti civili

In aula hanno assistito al dibattimento entrambi i genitori della piccola Sofia. La famiglia materna ha scelto di costituirsi parte civile, affidando il patrocinio legale agli avvocati Chiara Penna e Paolo Pisani. Il team legale è affiancato dai consulenti di parte Simonetta Costanzo e Flaminia Bolzan, impegnati nel supportare la ricostruzione degli eventi che hanno portato alla sottrazione della neonata dalla sua famiglia legittima.