Il comune di San Ferdinando affronta una settimana critica a causa di una grave interruzione nel servizio di gestione dei rifiuti. Il sindaco Luca Gaetano è intervenuto con determinazione inviando un atto di diffida formale e messa in mora alla Barbato Holding, alla Prefettura di Reggio Calabria e ai Carabinieri, chiedendo il ripristino immediato della pulizia e del decoro urbano in tutto il territorio comunale.
Il deterioramento del servizio e i rischi per la salute
Tra il 21 e il 24 aprile, la cittadina ha registrato un drastico calo nelle attività di raccolta e nella manutenzione delle aree verdi. La situazione appare particolarmente delicata a causa del clima e della concomitanza con il periodo festivo, che vede un aumento delle presenze sul territorio.
“È bene chiarire che tali disservizi non sono in alcun modo imputabili a questa Amministrazione”, ha dichiarato il sindaco Gaetano. “Nonostante l’ente adempia a ogni onere, ci troviamo di fronte a un accumulo di rifiuti inaccettabile, aggravato dalle temperature e dal periodo festivo, che mette a rischio la salute pubblica e deturpa l’immagine della nostra città nel momento di massima affluenza”.
La denuncia di condotte opache e presunti sabotaggi
L’intervento del primo cittadino non si limita alla contestazione tecnica dell’inadempimento contrattuale, ma solleva interrogativi su dinamiche definite allarmanti che starebbero ostacolando il regolare svolgimento delle attività. Secondo l’Amministrazione, dietro l’inefficienza si celerebbero strategie mirate a minare il controllo istituzionale sul servizio.
“Rileviamo con estrema preoccupazione condotte opache che sembrano mirare a sottrarre il controllo del servizio alle autorità”, ha spiegato Gaetano. “Assistiamo all’uso sistematico di certificazioni mediche sospette e ad atti di sabotaggio più o meno mascherati. Sono metodi striscianti messi in atto da chi pensa di poter dettare legge sul territorio, con l’obiettivo deliberato di delegittimare l’autorità comunale e colpire l’onorabilità del sindaco agli occhi della cittadinanza”.
Provvedimenti urgenti e segnalazione alla Procura
La diffida inviata alla società stabilisce un termine perentorio di 12 ore per la rimozione completa dei cumuli di rifiuti. In caso di ulteriore mancata esecuzione, il Comune ha già predisposto l’attivazione dei poteri sostitutivi, procedendo alla raccolta in danno economico della ditta e avviando le azioni legali per il risarcimento dei danni materiali e d’immagine.
Oltre alla procedura amministrativa, la questione è stata portata all’attenzione della Procura della Repubblica. L’ente ipotizza i reati di interruzione di pubblico servizio e attentato alla salute pubblica. Il sindaco ha ribadito la volontà di non cedere a pressioni esterne, concludendo che la trasparenza e il bene comune restano l’unica bussola dell’azione amministrativa e che verrà fatto ogni sforzo per ristabilire l’ordine e la verità, poiché le dinamiche della convivenza civile non possono essere affidate a chi immagina di poter ricattare le istituzioni.



