Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria ha recentemente portato a termine due trapianti renali da donatore vivente, entrambi conclusi con esito positivo. Gli interventi hanno visto come protagoniste due famiglie che hanno scelto la donazione diretta per cambiare radicalmente il destino clinico di un proprio caro.
Il primo intervento ha riguardato un trapianto preemptive, ovvero eseguito prima dell’avvio della dialisi. Un padre ha donato un rene al figlio per anticipare la progressione della malattia e garantirgli una vita libera dal supporto delle macchine. Il secondo caso ha invece coinvolto una donna che ha donato l’organo al fratello, già in trattamento dialitico, restituendogli una nuova autonomia quotidiana. Nonostante i percorsi clinici differenti, entrambi gli episodi sono stati accomunati dalla solidità dei legami familiari e dall’efficacia della risposta sanitaria.
Chirurgia robotica e tempi di recupero rapidi
L’eccezionalità dei due interventi risiede anche nella rapidità del recupero post-operatorio. La degenza media è stata di soli dieci giorni: il primo paziente è stato dimesso dopo 9 giorni e il secondo dopo 11 giorni. Come spiegato dall’azienda sanitaria in una nota, tale risultato è stato reso possibile dall’impiego della chirurgia robotica mini-invasiva per il prelievo dell’organo. Questa tecnica permette di ridurre il trauma chirurgico, limitare il dolore e accelerare la mobilizzazione del paziente. In entrambi i riceventi la funzione renale è ripartita immediatamente, con una pronta ripresa della diuresi già nelle prime ore successive all’operazione.
Il modello multidisciplinare del GOM
Il successo di queste operazioni è il frutto del lavoro strutturato dell’UOC di Nefrologia del GOM, che ha accompagnato donatori e riceventi in ogni fase del percorso, dalla selezione iniziale alla valutazione di idoneità, fino alla preparazione clinica finale. Un ruolo centrale è stato ricoperto dal responsabile del programma trapianti da vivente e dal case manager, figure che hanno coordinato ogni passaggio garantendo continuità assistenziale e sicurezza.
Ogni caso è stato discusso preventivamente in un tavolo multidisciplinare composto da nefrologi, urologi, chirurghi generali, anestesisti e personale infermieristico specializzato. L’integrazione tra le diverse unità operative ha permesso di strutturare un percorso fluido e personalizzato sulle esigenze dei singoli pazienti.
Una risposta al calo delle donazioni in Calabria
Questi risultati arrivano in un momento particolare per la regione, in cui si registra un rallentamento generale delle donazioni d’organo. In questo scenario, il Grande Ospedale Metropolitano continua a investire in tecnologie avanzate e in modelli organizzativi complessi, mantenendo in crescita l’attività trapiantologica. Il successo dei due interventi testimonia la capacità della sanità pubblica di offrire prestazioni di eccellenza, trasformando la scelta di una famiglia in una terapia salvavita efficace.



