Il futuro del Cosenza Calcio e la gestione dello stadio comunale diventano oggetto di un duro scontro istituzionale. Al centro della polemica si pone il consigliere comunale di minoranza Michelangelo Spataro, che ha preso una posizione netta riguardo al rinnovo della concessione dell’impianto sportivo alla proprietà attuale.
Secondo l’esponente politico, l’amministrazione non dovrebbe concedere alcun nulla osta per l’utilizzo della struttura, trasformando quello che solitamente è un iter burocratico in una scelta di campo per il futuro sportivo della città.
La richiesta di un cambio di rotta societario
La critica di Spataro si muove lungo il confine tra la gestione amministrativa dei beni pubblici e la programmazione sportiva, sottolineando come la concessione dello stadio sia un passaggio dal valore politico e simbolico enorme. La richiesta è un invito alla responsabilità verso una comunità che, negli ultimi anni, ha vissuto frequenti delusioni e una percepita assenza di progetti a lungo termine. Il consigliere evidenzia come il rischio attuale sia quello di proseguire con stagioni anonime, segnate da sofferenze tecniche e costanti contestazioni.
«Il Comune non conceda alcun nulla osta per l’utilizzo dello stadio “San Vito-Marulla” all’attuale proprietà del Cosenza Calcio. È arrivato il momento delle scelte chiare e della responsabilità verso una città che da anni vive delusioni sportive, umiliazioni e assenza totale di programmazione» ha dichiarato Spataro, richiamando l’attenzione sulla necessità di un cambio di passo radicale.
Il ruolo dell’amministrazione e l’appello alla proprietà
Il dibattito investe direttamente il sindaco Franz Caruso e la giunta comunale, chiamati a esprimersi sulle intenzioni future riguardanti il rapporto con il club. Spataro sottolinea il legame viscerale tra la squadra e i suoi sostenitori, citando la presenza costante di famiglie, padri e figli che popolano le gradinate nonostante le difficoltà. Questo patrimonio di passione, secondo il consigliere, richiederebbe una risposta ambiziosa che la gestione odierna non sembrerebbe in grado di garantire.
In conclusione, l’appello si rivolge direttamente al patron rossoblù Eugenio Guarascio, invitandolo a considerare la chiusura del suo ciclo alla guida della società. «Guarascio prenda atto della frattura ormai evidente con la città e faccia un passo indietro. Il Cosenza Calcio appartiene alla sua gente, alla sua storia e ai suoi tifosi» ha concluso Spataro, auspicando il ritorno a una programmazione sportiva che sia in grado di onorare la tradizione calcistica della città.



