La storia di Pino Pasquale rappresenta un legame indissolubile tra l’identità calabrese e il lavoro agricolo, un percorso che attraversa l’oceano per poi tornare alle radici più profonde del territorio. Nato nel 1929 a San Pietro in Amantea, il socio storico della Coldiretti ha recentemente tagliato il traguardo delle 61 tessere associative consecutive, ricevendo l’omaggio dell’organizzazione per una vita dedicata ai valori della terra e della comunità.
Dal Venezuela agli uliveti di Amantea
L’esistenza di Pasquale è segnata dall’esperienza dell’emigrazione, un tratto comune a molte generazioni del Mezzogiorno. Dopo un periodo trascorso in Venezuela, ha scelto di fare ritorno in Italia, investendo i frutti del proprio lavoro nell’acquisto di terreni agricoli in Calabria. La sua attività si è concentrata prevalentemente sulla coltivazione dell’ulivo, simbolo di resilienza e continuità produttiva del paesaggio locale.
L’adesione a Coldiretti risale al 1965 e, da quel momento, il rinnovo della tessera non ha mai conosciuto interruzioni. Questo impegno costante è stato celebrato presso l’abitazione di Pasquale, dove i vertici dell’organizzazione hanno consegnato una targa celebrativa e la nuova tessera, sottolineando il valore umano di una testimonianza che dura da oltre sei decenni.
Un esempio di appartenenza per le nuove generazioni
L’omaggio a Pino Pasquale è avvenuto alla presenza del direttore provinciale di Coldiretti Cosenza, Pietro Sirianni, del vicedirettore Mario Ambrogio e del segretario zonale di Amantea, Gaspare Guzzo Foliaro. Durante l’incontro è emerso come questa lunga militanza non sia solo un dato numerico, ma il riflesso di una vita vissuta con dignità e sacrificio.
“In un tempo in cui tutto cambia rapidamente, incontrare persone come Pino Pasquale significa ritrovare il senso più profondo dell’appartenenza e della fedeltà ai valori agricoli e associativi. Sessantuno tessere consecutive sono un dato straordinario, che testimonia una vita intera vissuta con dignità, sacrificio e amore per la propria terra”, ha dichiarato il direttore Pietro Sirianni, aggiungendo che la storia di Pasquale riflette quella di molti agricoltori che hanno scelto di tornare e costruire un futuro nelle zone rurali. “A nome di tutta Coldiretti Calabria esprimiamo profonda gratitudine a Pino Pasquale per l’esempio umano e associativo che continua a rappresentare per le nuove generazioni”.



