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Olivicoltura in ginocchio: Altragricoltura lancia la vertenza nazionale e chiede lo stato di crisi

Si è riunita la Consulta Olivicola organizzata dalla Federazione Agricoltori e Contadini di Altragricoltura. L’incontro di lavoro operativo, svoltosi alla presenza di coltivatori biologici e convenzionali, produttori DOP, frantoiani ed esperti agronomici, ha gettato le basi per trasformare le difficoltà dei campi e dei frantoi in una vertenza di carattere nazionale.

La riunione è stata guidata dal Segretario della Federazione Agricoltori e Contadini, Angelo Distefano, insieme al Segretario Confederale Gianni Fabbris, e ha visto la partecipazione di Francesca Petrini, olivicoltrice, frantoiana e Presidente Nazionale di CNA Agroalimentare. Un’intesa che consolida il valore del Progetto UNIAPA, l’Unione Agricoltori Pescatori e Artigiani nato dall’accordo tra CNA Agroalimentare e Altragricoltura CSSA, volto a unire in un percorso comune produttori agricoli e trasformatori artigianali.

Le cause del crollo economico nel comparto dell’olio

Il quadro emerso dal confronto mostra un tessuto di piccole e medie imprese coltivatrici, trasformatori e piccoli distributori in profonda sofferenza. La perdita di marginalità registrata negli ultimi anni è frutto di dinamiche ben precise che penalizzano il prodotto nazionale.

Come dichiarato da Angelo Distefano: «Il crollo di redditività degli ultimi cinque anni non è accidentale. Tra le cause vi sono le distorsioni prodotte dall’utilizzo del regime di perfezionamento attivo e dalla gestione delle importazioni, compresi i contingenti a dazio zero, che incidono pesantemente sugli equilibri del mercato e comprimono il valore riconosciuto alla produzione nazionale».

A queste dinamiche si aggiunge uno squilibrio marcato lungo la filiera, in cui le risorse economiche si concentrano nella parte speculativa e industriale, lasciando ai piccoli e medi produttori ricavi che spesso non riescono nemmeno a coprire i costi della raccolta e della molitura. Si inserisce inoltre la pressione dell’olivicoltura intensiva industriale, che minaccia la sopravvivenza dei prodotti territoriali di qualità.

La richiesta al Governo e le mobilitazioni d’autunno

Per rispondere a questa situazione, la Consulta Olivicola ha attivato specifici gruppi di lavoro tematici con l’obiettivo di intervenire su norme doganali e commerciali, oltre a formulare proposte per la tutela del reddito e definire una piattaforma da portare nelle assemblee territoriali in vista dei prossimi appuntamenti autunnali.

Il punto centrale delle richieste riguarda un intervento governativo immediato, necessario per evitare che le olive vengano lasciate sugli alberi e che il territorio rurale subisca l’abbandono dei terreni.

A questo proposito, Angelo Distefano ha sottolineato: «Fed.Agri.Co chiede formalmente al Governo la dichiarazione immediata dello Stato di Crisi per le piccole e medie imprese della filiera Olivicola Italiana, sia agricola che artigiana, con misure straordinarie come un intervento sui debiti, sostegni diretti al reddito e garanzie vere per chi difende il patrimonio olivicolo del Paese».

Nelle prossime settimane il lavoro proseguirà per strutturare una piattaforma rivendicativa completa da presentare alle istituzioni nazionali e regionali.