Nel Consiglio dei ministri è stato dato il via libera a nuove concessioni in Italia per le trivelle off-shore. La norma dovrebbe essere inserita con un emendamento nel nuovo Dl Aiuti ter all’esame del Parlamento, con l’obiettivo di rifornire di gas italiano soprattutto le imprese energivore a prezzi calmierati.
“Chiederemo ai concessionari che dovessero aderire di mettere a disposizione, in cambio, da gennaio gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi da destinare ad aziende energivore a prezzi calmierati”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa a fine Cdm.
Il provvedimento era stato già avanzato dall’ex ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ed è passato nelle mani dell’attuale responsabile dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, e potrebbe autorizzare nuove concessioni decennali tra le 9 e 12 miglia nel Sud e nel medio Adriatico “in deroga al decreto legislativo del 2006 che invece precludeva nuove attività in materia di idrocarburi nelle aree marine protette e nelle 12 miglia da dette aree e dalla costa” come ha spiegato il neo-ministro.
Secondo Assorisorse, le trivelle attive al momento in Italia sarebbero una novantina fra terra e mare, localizzate in 15 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto.



