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Da un incubo a un sogno: la storia di un bambino che ha trovato la felicità all’asilo Piccole stelle

Una mamma racconta la sua esperienza con l’asilo Piccole stelle, che ha accolto il suo bambino con amore e sensibilità dopo una brutta esperienza in un altro istituto.

La mamma ringrazia la direttrice Angela e le maestre Simona, Martina e Veronica per aver restituito il sorriso al suo bambino e per averla sostenuta in un momento difficile.

“Recentemente ho letto di storie vergognose accadute tra i nostri banchi di scuola: un bimbo lasciato solo in classe, un bambino costretto a restare sporco perché non è stato permesso alla madre di cambiarlo negli appositi locali scolastici adibiti a bagni… in questo clima di disumanità generale voglio condividere una vicenda luminosa, che ha regalato la serenità persa a due genitori innamorati del proprio figlio.

Racconterò questa storia oscurando la mia identità perché sono coinvolti altri soggetti. Mio figlio ha da poco compiuto due anni e per questioni di necessità lavorativa (lavoriamo entrambi i genitori), ma anche perché crediamo fortemente nella funzione dell’asilo nido, momento di crescita e di socialità, dopo aver visitato una ventina di istituti cosentini lo iscriviamo in un asilo nido, fortemente consigliato dalla maggior parte delle nostre conoscenze. La nostra scelta si è rivelata sbagliata.

Il nostro bambino, solare, socievole, era completamente cambiato… piangeva appena incrociavamo qualcuno, non dormiva più nella sua culla. Quando, al mattino, imboccavamo la strada per andare all’asilo, il nostro piccolo si faceva viola dai pianti. Probabilmente la metodologia adottata nella procedura di inserimento non era quella più adatta al nostro bimbo, che, per due anni, era rimasto solo con la mamma, che, per natura e’ un bimbo molto sensibile, che è stato sempre super seguito e aveva necessità di un approccio più graduale con il resto della comunità di riferimento.

Disperati abbiamo rappresentato la problematica alla direttrice, chiedendo che il bimbo venisse spostato in una classe di bimbi più grandi, credendo che uno dei motivi per cui il piccolo non riusciva a socializzare fosse proprio una differenza di maturità emotiva. Nonostante la nostra disperazione di genitori molto preoccupati, non abbiamo riscontrato collaborazione da parte della direttrice.

All’ennesimo episodio in cui il bambino, arrivato all’asilo, è stato male ho deciso di fare un ultimo tentativo, spostandolo in un’altra struttura. Confesso che noi genitori ci siamo trovati in uno stato di profonda prostrazione, colpiti da un grande senso di colpa perché non eravamo stati in grado di scegliere un ambiente adatto per il nostro bambino. La cornice di questa storia, necessaria per far comprendere lo stato psicologico con cui siamo giunti in quest’isola felice, è solo un “cappello” alla storia, non la storia.

Vogliamo porre l’attenzione sulla parte positiva di questa vicenda: contatto l’asilo Piccole stelle, raccontando cosa fosse successo. Accolgono non soltanto nostro figlio, ma anche noi genitori. Mettono in pratica una serie di accorgimenti che fanno sì che il nostro bambino torni quello di prima e, piano piano, scelta in autonomia e serenità di andare all’asilo. Non utilizzano tutti quei metodi che vanno di moda ora come in tanti istituti che storpiano e adattano quello Montessorri (così tanto in voga al giorno d’oggi), ma parlano la lingua dell’amore, della sensibilità, dell’inclusione. Ogni bimbo ha il suo percorso perché ogni bimbo è diverso. Mi auguro che non sia l’unica realtà cosentina così strutturata, ma è l’unica di cui io ho esperienza.

La direttrice, Angela, con passione, talento e spirito di abnegazione porta avanti questa realtà. Tutta la squadra di cui si avvale è una squadra di eccellenza… dal cuoco, alle educatrici, sempre aggiornate grazie ai continui corsi che seguono. Sempre per esperienza personale (ma sono certa che tutte le insegnanti sono di elevatissima qualità) porto nel cuore la maestra Simona, che, un giorno mi ha detto “voi genitori non siete soli”, ma, soprattutto, ha dato concretezza a questa frase. Simona è empatia fatta persona.

Siamo due genitori che lavorano e con le famiglie d’origine lontane e desideriamo che nostro figlio frequenti altri bambini, soprattutto perché “al momento “ è figlio unico e non vogliamo che cresca senza il confronto con gli altri. Porto nel cuore la maestra Martina, così tanto dolce che sembra una carezza e la maestra Veronica, così tanto coinvolgente, che include ogni bimbo.

Quest’asilo pratica il metodo della gentilezza, dell’amore, della dolcezza materna, ma, attraverso il giusto linguaggio, trasmette regole ed insegnamenti. I vari laboratori proposti rappresentano quel qualcosa in più che io, a casa, per stanchezza e incompetenza, non riuscivo a trasmettere a mio figlio.

Grazie alla direttrice Angela Falvo, per quello che ha fatto per la nostra famiglia, ma, soprattutto, perché con la sua struttura rappresenta una realtà controcorrente in un mondo di episodi disumani e vergognosi.”