Dal 1° gennaio 2024, il Reddito di cittadinanza sarà sostituito dall’Assegno di inclusione (ADI), una misura di sostegno economico e sociale per le persone in difficoltà. L’INPS ha spiegato quali sono le novità e come fare domanda per accedere al beneficio.
L’ADI prevede percorsi di inserimento sociale, formazione, lavoro e politica attiva del lavoro, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze.
Per richiedere l’ADI, i beneficiari dovranno iscriversi al Sistema informativo per l’inclusione sociale lavorativa (SIISL) e sottoscrivere un Patto di attivazione digitale in cui si impegneranno a presentarsi alla convocazione del servizio per il lavoro competente.
L’importo dell’ADI sarà pari a 350 euro al mese per i nuclei familiari con un ISEE inferiore a 9.360 euro annui. Il numero massimo dei beneficiari sarà stabilito in base alle esigenze territoriali.
I nuclei che escono dalla misura hanno un ISEE più alto di quanti restano che quindi hanno assegni in media più alti del 4%. Da settembre ha anche sospeso il Reddito dopo 7 mesi di fruizione. Ad ottobre lo hanno preso 820 mila famiglie.
Ma non tutti i nuclei usciti dal Reddito hanno deciso di non richiedere l’ADI. Alcuni hanno optato per il Supporto formazione e lavoro (SFL), una misura che prevede la partecipazione a progetti di formazione, qualificazione, riqualificazione professionale, orientamento, accompagnamento al lavoro e politiche attive del lavoro.
Secondo i dati dell’INPS, sono stati richiesti 74 mila SFL fino al 6 dicembre 2023. Di questi, solo il 49% ha completato la domanda con tutti i requisiti richiesti. Il resto ha rinunciato o si è rientrati nel Reddito.
Tra i nuclei che hanno fatto domanda per i SFL ci sono anche quelli che erano ex beneficiari del Reddito. Alcuni hanno deciso di tornare alla misura più generosa, altri invece preferiscono mantenere una maggiore flessibilità nella scelta dei percorsi formativi.



