Le vrasciole di riso sono un piatto tipico della tradizione culinaria calabrese, un esempio di come la creatività in cucina possa trasformare ingredienti semplici in un vero e proprio capolavoro del gusto.
Cos’è una vrasciola?
Il termine “vrasciola” deriva dal verbo “vrasciare”, che in calabrese significa “friggere”. Si tratta quindi di un preparato fritto, che può essere realizzato con diversi ingredienti, tra cui carne, patate e, appunto, riso. Le vrasciole di riso sono delle polpettine, ottenute amalgamando riso lesso con uova, formaggio grattugiato, prezzemolo e altri aromi, e poi fritte in abbondante olio.
Un po’ di storia
Le origini delle vrasciole si perdono nella notte dei tempi. Si tratta di un piatto povero, nato dalla necessità di riutilizzare il riso avanzato, trasformandolo in un secondo piatto gustoso ed economico. Oggi le vrasciole sono diventate un piatto molto apprezzato, presente in tutte le tavole calabresi, soprattutto durante le feste e le occasioni speciali.
La ricetta tradizionale
Per preparare le vrasciole di riso occorrono pochi e semplici ingredienti:
- Riso originario
- Uova
- Formaggio grattugiato (pecorino o parmigiano)
- Prezzemolo tritato
- Aglio (facoltativo)
- Sale
- Pepe
- Olio per friggere
Il riso viene lessato al dente, poi mescolato con gli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Con le mani si formano delle polpettine, che vengono poi fritte in abbondante olio caldo fino a doratura.
Varianti e abbinamenti
La ricetta delle vrasciole di riso può variare leggermente da una zona all’altra della Calabria. Alcuni aggiungono alla farcitura delle patate lessate e schiacciate, altri utilizzano pangrattato per rendere l’impasto più compatto. Le vrasciole di riso possono essere gustate sia calde che fredde, e si sposano perfettamente con una fresca insalata mista o con un contorno di verdure.
Le vrasciole di riso sono un piatto che racchiude in sé tutta la semplicità e la genuinità della cucina calabrese. Se avete l’occasione di assaggiarle, non perdetevela!



