Quando si parla di Rende, l’immaginario comune spesso si ferma alla sua dinamica zona industriale e alla prestigiosa Università della Calabria.
E giustamente: quest’ultima, proprio in queste ore, ha conquistato il primo posto tra i grandi atenei italiani nella classifica Censis 2024/2025, confermandosi un motore trainante non solo per la città, ma per l’intera regione.
Eppure, Rende è molto più di questo. È un crocevia di bellezze artistiche, un centro pulsante di cultura e un luogo dove le tradizioni gastronomiche sono un vero vanto.
Rende si presenta come una città d’arte in cui la cultura permea ogni angolo del tessuto urbano. Il suo impianto medievale invita a una “visita sali-e-scendi” tra strade strette e piazzette che si aprono all’improvviso, regalando al viaggiatore scorci inaspettati e di grande soddisfazione. È anche una “città-terrazzo”: dalla dolce altura su cui è costruita, si godono panorami mozzafiato sul paesaggio circostante.
Il centro storico: un cuore antico che torna a battere
Uno dei fiori all’occhiello di Rende è indubbiamente il suo centro storico. Dopo anni di minore attenzione, accentuata dal recente commissariamento, questa parte vitale della città è tornata al centro delle priorità della nuova amministrazione del sindaco Sandro Principe, a cui va il merito di averne riconosciuto l’immenso valore.
Il simbolo incontrastato di Rende è il Castello Normanno-Svevo, un “gigante di pietra” eretto nell’XI secolo nel punto più elevato del centro storico. Imponente e maestoso, ha svolto un ruolo cruciale come struttura difensiva della valle del Crati, grazie anche alla sua posizione su un terreno aspro e difficile. Ancora oggi, conserva intatte quattro delle sue torri di guardia, con numerose feritoie che testimoniano il suo passato militare. Trasformatosi nel tempo in palazzo signorile per le famiglie più influenti, è ora sede del Museo di Arte Contemporanea Bilotti. Qui, i visitatori possono ammirare opere di artisti di fama mondiale come Andy Warhol e scoprire diverse sezioni dedicate alle molteplici espressioni artistiche.
Un percorso tra chiese secolari e musei preziosi
La scoperta di Rende prosegue tra le sue numerose chiese storiche. Imperdibile è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XII secolo. Restaurata più volte, soprattutto tra il Cinquecento e l’Ottocento a causa dei danni provocati dai terremoti, presenta un look sobrio, con una facciata in pietra quasi priva di decorazioni, ma impreziosita da un suggestivo rosone. La sua austera maestosità si rivela anche all’interno, dove sono custodite diverse opere settecentesche distribuite nelle dodici cappelle laterali. Il campanile, a quattro piani, è elegantemente ornato da lesene, cornici e finestre monofore.
Un’altra sosta significativa è al Santuario di Maria Santissima di Costantinopoli, risalente al Seicento e rimaneggiato nei primi decenni del Settecento. Qui si possono ammirare opere d’arte che spaziano dal XVIII al XX secolo, incluse quelle di Cristoforo Santanna, pittore settecentesco nativo del luogo. Da non perdere anche la Chiesa del Ritiro, dedicata a San Michele Arcangelo, di origine normanna, e la barocca Chiesa del Rosario. Tra gli edifici sacri si annoverano inoltre la Chiesa di San Francesco d’Assisi e quella di Santa Maria delle Grazie.
Il patrimonio culturale di Rende è arricchito anche dai suoi musei: il MAON (Museo dell’Arte dell’Ottocento e del Novecento), ospitato all’interno di Palazzo Vitari, ex convento di monache clarisse, e il Museo Civico a Palazzo Zagarese.
Rende è facilmente accessibile in auto. Chi proviene dall’autostrada A3 può prendere l’uscita Cosenza Nord, proseguire sulla SS 107 fino al bivio per contrada S. Stefano e raggiungere il paese. In alternativa, sempre dalla SS 107, si può raggiungere il bivio di contrada Piano Monello, proseguire fino a contrada Surdo e poi al centro abitato. Un invito a scoprire una città che sa stupire, ben oltre la sua fama.



