La gestione dei percorsi di inclusione sociale nel Comune di Crosia finisce al centro di una dura contestazione sindacale.
La CISL di Cosenza, insieme alla FELSA territoriale, ha espresso una netta contrarietà rispetto alla decisione del Sindaco Aiello di interrompere le attività dei lavoratori impegnati nei Tirocini di Inclusione Sociale (TIS).
Una scelta definita inaccettabile, che non solo priva sei famiglie del necessario sostegno economico, ma rischia di generare pesanti disservizi all’interno della macchina comunale proprio mentre altri centri della provincia procedono spediti verso la stabilizzazione del personale precario.
La vicenda ha assunto contorni critici lo scorso 5 dicembre, quando ai sei lavoratori è stata notificata l’interruzione del tirocinio. L’amministrazione ha giustificato l’atto citando un presunto parere negativo della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (COSFEL), necessario poiché il Comune si trova in regime di riequilibrio finanziario. Tuttavia, nonostante le formali richieste di chiarimento inviate dalla FELSA CISL per visionare tale documentazione e comprendere le reali motivazioni del blocco, dal municipio non è giunta alcuna risposta ufficiale.
Il Segretario Generale della CISL di Cosenza, Michele Sapia, ha sottolineato l’urgenza di un cambio di rotta istituzionale per restituire certezze a chi attende da decenni una collocazione stabile. “Chiediamo responsabilità ed esigiamo trasparenza per i tirocinanti del Comune di Crosia. Lanciamo il nostro appello al Prefetto, a tutta la politica e alle istituzioni competenti”, ha dichiarato Sapia, rimarcando come la Regione Calabria avesse già previsto contributi economici specifici per queste assunzioni.
L’incomprensione dei sindacati nasce anche da un precedente atto amministrativo: la delibera di Giunta n. 90 del luglio 2025, con la quale l’Ente aveva manifestato la chiara volontà di procedere alla stabilizzazione dei sei tirocinanti. Il repentino dietrofront di dicembre appare dunque un paradosso burocratico che colpisce direttamente la dignità dei lavoratori. La CISL e il responsabile territoriale della FELSA, Domenico Lucente, hanno già informato il Prefetto di Cosenza attraverso una missiva dettagliata, richiedendo un intervento ispettivo sulla correttezza delle procedure adottate dal Comune.
La battaglia sindacale non intende fermarsi alla sola denuncia mediatica. I vertici della CISL hanno ribadito che, prima di avviare ulteriori mobilitazioni, confidano in una risoluzione guidata dal buon senso e dal confronto responsabile. “Al Sindaco e alla Giunta Comunale di Crosia non chiediamo assurdità o stranezze, ma pretendiamo chiarezza e trasparenza; esigiamo tutele e dignità per sei famiglie”, conclude Sapia, ricordando che la tutela del lavoro non può essere sacrificata a causa di incertezze amministrative.



