La lunga scia di esplosioni che ha scosso la Calabria a partire dal periodo natalizio potrebbe essere vicina a un punto di svolta.
Nella notte, un nuovo assalto ha preso di mira lo sportello della Banca Centro Calabria a Santo Stefano di Rogliano, ma questa volta l’azione criminale non è rimasta senza conseguenze immediate.
Secondo indiscrezioni investigative, i Carabinieri sarebbero riusciti a identificare e bloccare un uomo, ritenuto un componente del gruppo che da settimane sta seminando il panico tra istituti di credito e uffici postali.
Resta ancora da chiarire se il fermo sia scattato in flagranza di reato o a seguito di una rapidissima attività di pedinamento e indagine. Ciò che appare certo è che l’uomo potrebbe fornire elementi decisivi per ricostruire l’organigramma di una banda capace di colpire con precisione chirurgica e violenza inaudita.
Una scia di detriti dal Pollino alla costa ionica
L’escalation ha avuto inizio lo scorso 22 dicembre a Lauropoli di Cassano allo Jonio. In quell’occasione, la potenza della deflagrazione fu tale da svegliare l’intero quartiere. “Le pareti delle case hanno tremato, sembrava un terremoto” hanno riferito alcuni residenti terrorizzati subito dopo il boato che ha sventrato l’ATM locale.
Senza sosta, la banda si è poi spostata a Santa Maria del Cedro, dove lo sportello della Bcc Calabria Nord è stato svaligiato quasi in silenzio, tanto che l’allarme è scattato solo al mattino successivo. Il viaggio criminale è proseguito verso Laino Borgo, nel cuore del Pollino: tra il 28 e il 29 dicembre, l’assalto al Postamat ha fruttato ai malviventi un bottino stimato intorno ai 100mila euro.
Il Capodanno di fuoco a San Marco Argentano
Nemmeno i festeggiamenti per il nuovo anno hanno fermato i cosiddetti “fantasmi”. A San Marco Argentano, poche ore prima del brindisi di mezzanotte, un’esplosione ha devastato il Postamat della zona scalo. L’episodio ha generato una forte ondata di preoccupazione sociale, spingendo le autorità a convocare d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura per fare il punto su una banda capace di svuotare i forzieri in pochissimi minuti.
La tecnica della marmotta terrorizza il Catanzarese
A gennaio il focus si è spostato nel Catanzarese. Tra l’8 e il 9 gennaio, a Decollatura, è stata colpita la filiale del Monte dei Paschi di Siena con la tecnica della “marmotta”: un congegno artigianale imbottito di polvere pirica inserito nella fessura dell’erogatore. Il colpo ha fruttato circa 200mila euro.
Appena ventiquattr’ore dopo, una sorte simile è toccata alla Bcc di Montepaone, nella frazione Vallefiorita. La gravità della situazione è stata sottolineata dal prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, il quale ha confermato che l’attenzione delle istituzioni è ai massimi livelli per contrastare un fenomeno che sta mettendo sotto pressione l’intero sistema bancario regionale.
Indagini interregionali per fermare i predoni degli ATM
Prima del fermo odierno, l’ultimo atto della banda era stato registrato a Camigliatello Silano, dove nella notte tra il 14 e il 15 gennaio era stato svaligiato il bancomat del Monte dei Paschi.
Le indagini, tuttavia, non si fermano ai confini regionali. I comandi investigativi della Calabria sono in costante contatto con i colleghi di altre regioni del Sud Italia, poiché si sospetta che i gruppi criminali possano far parte di un network più ampio e organizzato. Il sospettato bloccato a Santo Stefano di Rogliano rappresenta ora il tassello fondamentale per chiudere il cerchio su una delle stagioni di furti più intense degli ultimi anni.



