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Aiuti alle imprese del Sud: decontribuzione totale per giovani e over 35 fino al 2028

Il rilancio dell’occupazione nel Mezzogiorno non passa più per interventi d’emergenza, ma per una strategia di lungo periodo. È questo il messaggio lanciato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, commentando l’emendamento al decreto Milleproroghe che mette al centro il Bonus ZES.

La novità sostanziale non è solo la proroga tecnica, ma la chiara intenzione del Governo di trasformare la decontribuzione per le assunzioni nelle aree della Zona Economica Speciale in una misura strutturale e sistematica.

Continuità e certezze per le imprese del Mezzogiorno

L’emendamento garantisce quattro mesi di “respiro” immediato, assicurando che non ci siano interruzioni tra i vecchi incentivi e il nuovo assetto previsto dalla Legge di Bilancio 2026.

“Fino ad aprile viene assicurato il mantenimento dell’intensità del beneficio al 100% per le assunzioni che determinano un incremento occupazionale netto,” ha spiegato Sbarra.

I punti chiave della misura

L’obiettivo è abbattere il costo del lavoro per favorire l’ingresso (o il rientro) nel mercato occupazionale di due fasce critiche per il Sud:

  • Giovani under 35: per contrastare la fuga dei cervelli e offrire opportunità concrete nei territori d’origine.

  • Over 35: per supportare il reimpiego di lavoratori esperti in aree che necessitano di un rilancio industriale.

Uno sguardo al triennio 2026-2028

A differenza dei bonus “una tantum” del passato, la programmazione attuale punta sulla stabilità. Lo sgravio contributivo è già stato finanziato per il triennio 2026, 2027 e 2028, permettendo alle imprese che operano al Sud di pianificare investimenti e nuove assunzioni con una visione a lungo termine.

“Le imprese hanno bisogno di misure certe,” ha concluso il Sottosegretario. “Lo stanziamento triennale conferma l’impegno del Governo nel garantire una crescita stabile e di lungo periodo del Mezzogiorno, trasformando il Sud in un terreno fertile per il lavoro dignitoso e l’impresa.”