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L’Asp di Crotone accoglie le reliquie di Santa Bernadette: un messaggio di umanizzazione e speranza

Il presidio ospedaliero San Giovanni di Dio ha vissuto un momento di profonda intensità spirituale e partecipazione collettiva.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone ha ospitato le sacre reliquie di Santa Bernadette Soubirous, trasformando i corridoi della struttura in un luogo di preghiera e vicinanza. L’iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con l’Unitalsi, ha inteso portare il messaggio di conforto tipico di Lourdes direttamente nel cuore della sanità locale, coinvolgendo pazienti, familiari e l’intero corpo sanitario.

Il valore simbolico del pellegrinaggio in ospedale

L’accoglienza del Grande Reliquiario, che custodisce una costola della Santa prelevata nel 1925, è stata curata dal Direttore del Presidio Medico, Lucio Cosentino, e dal cappellano dell’ospedale, don Claudio Pirillo. Insieme alle reliquie, sono stati esposti un frammento di roccia proveniente dalla grotta delle apparizioni e una statua della Madonna di Lourdes. La processione ha attraversato i reparti più delicati dell’assistenza, permettendo a chi si trova nel percorso di cura di raccogliersi in un istante di riflessione senza dover lasciare la propria stanza.

Umanizzazione delle cure e prossimità territoriale

L’evento ha sottolineato la volontà dell’amministrazione sanitaria di integrare l’efficienza tecnica con una forte attenzione alla dimensione umana. Il Direttore Generale dell’ASP di Crotone, Antonio Graziano, ha evidenziato come questa visita rappresenti un segnale per l’intera provincia.

“L’arrivo di questo simbolo non riguarda solo le mura dell’ospedale, ma parla a tutta la nostra comunità provinciale”, ha affermato Graziano. “In linea con la riflessione di Mons. Torriani, abbiamo voluto favorire questo incontro perché la nostra sanità sia sempre più una comunità dove nessuno soffre da solo. Mettere al centro l’umanizzazione delle cure e la dignità del paziente, specialmente nelle fasi di maggiore fragilità, resta uno dei pilastri della programmazione sanitaria che stiamo portando avanti su tutto il territorio”.

La giornata si è conclusa con la consapevolezza che la missione della cura debba farsi prossimità, garantendo che ogni cittadino si senta accompagnato e sostenuto non solo dal punto di vista clinico, ma anche sotto il profilo umano e spirituale nel momento della prova.