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Polemica a Reggio Calabria sul San Giorgio d’Oro negato a Paolo Campolo

Il mancato conferimento della massima onorificenza cittadina a Paolo Campolo, il giovane reggino protagonista di un eroico salvataggio sulle nevi svizzere di Crans Montana, ha innescato un acceso scontro politico a Palazzo San Giorgio.

Al centro della disputa vi è la promessa, finora non mantenuta, di assegnare il prestigioso San Giorgio d’Oro al giovane soccorritore, un impegno che secondo l’opposizione sarebbe rimasto confinato nell’ambito degli annunci mediatici senza mai tradursi in un provvedimento formale.

La denuncia dei consiglieri di Forza Italia

I rappresentanti di Forza Italia hanno sollevato il caso criticando aspramente la gestione dell’ex amministrazione comunale. Secondo quanto esposto dai consiglieri, il riconoscimento era stato sbandierato pubblicamente sull’onda dell’emozione suscitata dal gesto coraggioso di Campolo, per poi essere dimenticato negli uffici amministrativi. L’accusa è quella di aver utilizzato una vicenda di grande valore umano come semplice vetrina politica, senza dare seguito agli atti necessari per rendere ufficiale il premio.

L’attacco dei consiglieri si concentra su quella che viene definita una strategia basata su passerelle mediatiche e proclami social. La critica evidenzia come l’annuncio in pompa magna non sia stato seguito da una reale volontà istituzionale di concludere l’iter, lasciando il giovane protagonista e la cittadinanza in attesa di un atto che, a oggi, non risulta pervenuto.

L’atto di eroismo e la mancata continuità istituzionale

La vicenda di Paolo Campolo risale a un drammatico incidente avvenuto a Crans Montana, dove il giovane era riuscito a trarre in salvo un collega travolto da una valanga. Un intervento che ha ottenuto risonanza internazionale e il plauso delle autorità estere, ma che nella sua città natale sembra essersi scontrato con le lungaggini o il disinteresse della macchina comunale.

Oltre alle responsabilità attribuite alla passata guida di Giuseppe Falcomatà, l’opposizione punta il dito anche contro l’attuale amministrazione, rea di non aver mostrato la necessaria continuità istituzionale per rimediare a quella che viene percepita come una grave dimenticanza. La polemica sottolinea il divario tra la comunicazione istituzionale, spesso immediata e celebrativa, e la realtà burocratica che, in questo caso, avrebbe lasciato incompiuto un riconoscimento atteso da tempo.