HomeCronacaIl dramma del piccolo Leonardo Currà:...

Il dramma del piccolo Leonardo Currà: la famiglia rompe il silenzio a otto mesi dalla sua morte

La vicenda ha inizio il 29 settembre 2025, quando il piccolo Leonardo, di soli quattro mesi, viene condotto dai genitori presso il Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.

Inizialmente classificato come codice bianco, la situazione clinica del bambino subisce un peggioramento repentino e inspiegabile nel giro di pochissimo tempo. “Per ragioni ancora ignote ci veniva comunicato che le sue condizioni erano diventate critiche, al punto da dichiararlo in codice rosso”, spiegano i genitori nella loro testimonianza.

A causa della gravità del quadro clinico, i medici dispongono il trasferimento d’urgenza in elisoccorso verso l’ospedale Annunziata di Cosenza. Tuttavia, l’arrivo nel reparto di terapia intensiva neonatale della struttura cosentina non basta a salvare il neonato. Poche ore dopo il ricovero, viene comunicato alla famiglia il decesso del piccolo, un evento che segna l’inizio di un calvario legale e umano.

L’inchiesta e l’attesa degli esiti peritali

Subito dopo la tragedia, Gianluca Currà e la moglie Catia, assistiti dall’avvocato Tommaso Zavaglia, presentano una denuncia all’Autorità giudiziaria per fare luce sulla dinamica dei fatti. La magistratura dispone il sequestro della salma e l’esecuzione dell’esame autoptico per accertare le cause della morte e verificare eventuali profili di responsabilità medica.

Nonostante il tempo trascorso, i risultati di tali accertamenti non sono ancora stati resi noti alla famiglia, che oggi lamenta un silenzio difficile da sostenere. “È da quasi otto mesi che attendiamo, in silenzio, una risposta, inizialmente fiduciosi e speranzosi in un celere accertamento dei fatti”, si legge nella lettera diffusa dai genitori. L’assenza di risposte concrete alimenta i dubbi sulla gestione del piccolo nelle ore cruciali del ricovero tra i due nosocomi calabresi.

La ricerca della verità

I genitori sottolineano come l’iniziativa legale non sia mossa da una volontà punitiva a priori, ma dal bisogno di comprendere se la morte del figlio si sarebbe potuta evitare. Il dolore quotidiano si unisce a un costante interrogativo sulle ragioni che hanno portato un bambino inizialmente non considerato in pericolo di vita a una fine così tragica in un lasso di tempo estremamente breve.

“Con cadenza quotidiana ci interroghiamo sull’evitabilità della morte di Leonardo, sulle ragioni e sulle eventuali responsabilità legate alla sua scomparsa”, dichiarano i familiari, specificando chiaramente la loro posizione: “Non vogliamo un colpevole a tutti i costi”. La richiesta rimane quella di una trasparenza doverosa per onorare la memoria del piccolo e trovare una pace che, senza la verità, appare ancora lontana.