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Regione Calabria, nuove norme sulle case funerarie: la protesta delle sigle di categoria

La Regione Calabria ha recentemente approvato una modifica alla Legge Regionale 48/2019 che interviene sulla disciplina delle case funerarie, in particolare riducendo le distanze minime obbligatorie da strutture sanitarie e cimiteriali. La decisione ha sollevato un’ondata di aspre critiche da parte delle principali organizzazioni sindacali e di rappresentanza del comparto, FUNERCALABRIA e COSFIT, che denunciano una totale assenza di confronto con gli operatori del settore.

Mancanza di concertazione e trasparenza

Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti delle sigle coinvolte, la proposta di iniziativa consiliare, attribuita ai consiglieri regionali Marco Polimeni e Pierluigi Caputo, sarebbe stata portata avanti senza attivare alcun percorso di consultazione. Giuseppe Triolo, Presidente di FUNERCALABRIA, e Rocco Caliò, in rappresentanza di COSFIT, definiscono la scelta grave sia nel metodo che nel merito, sottolineando come la partecipazione delle parti sociali non debba essere considerata un semplice adempimento formale, bensì un principio sostanziale per la legittimazione delle scelte pubbliche.

Un punto di particolare attrito riguarda il ruolo del consigliere Marco Polimeni, il quale ricopre anche la carica di Presidente della Commissione consiliare regionale contro la ‘ndrangheta, la corruzione e l’illegalità diffusa. Tale circostanza, secondo le organizzazioni, avrebbe dovuto imporre una trasparenza ancora maggiore e una condivisione più ampia nei processi normativi che incidono su assetti economici e territoriali così delicati.

I dubbi sulla legittimità dell’intervento

Le critiche sollevate non riguardano solo la forma, ma richiamano anche i principi fondamentali dell’ordinamento italiano. Viene evidenziato come l’azione amministrativa e legislativa debba rispettare i criteri di ragionevolezza e proporzionalità, specialmente quando le decisioni impattano direttamente su categorie economiche già organizzate e su investimenti già sostenuti dalle imprese locali.

Dagli atti preparatori non emergerebbe alcuna motivazione tecnica o obbligo normativo superiore che giustifichi la necessità di ridurre le distanze minime delle case funerarie. Questa modifica sostanziale dell’impianto originario della legge del 2019 rischia di alterare la pianificazione urbanistica e l’equilibrio concorrenziale del mercato regionale calabrese.

Le richieste delle associazioni di categoria

Di fronte a quello che viene percepito come un atto d’imperio, FUNERCALABRIA e COSFIT hanno avanzato una serie di richieste urgenti alla Regione Calabria per ristabilire un corretto dialogo istituzionale:

  • L’immediata apertura di un tavolo tecnico che coinvolga tutte le parti sociali interessate.

  • La pubblicazione integrale di tutte le relazioni tecniche e delle motivazioni che hanno portato alla modifica normativa.

  • La cancellazione dell’emendamento e la contestuale sospensione di ogni ulteriore intervento in materia fino al completamento di un percorso di confronto strutturato.

Le organizzazioni hanno confermato la volontà di intraprendere ogni iniziativa necessaria nelle sedi competenti per tutelare il comparto e garantire il rispetto dei principi di legalità e partecipazione democratica.