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Fiori e striscioni ad Amendolara Marina per i quattro braccianti uccisi sulla Statale Jonica

La comunità di Amendolara Marina è diventata il centro di una grande mobilitazione nazionale. Nel pomeriggio ha preso il via la manifestazione promossa dalla Cgil, organizzata in seguito al tragico omicidio di quattro braccianti agricoli, tre di nazionalità afghana e uno pachistana, consumatosi lunedì scorso lungo la Strada statale 106 Jonica. Il corteo vede in prima fila la partecipazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e del segretario generale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, giunti sul posto per guidare la protesta e dare un segnale forte contro lo sfruttamento e l’illegalità.

Una folla di lavoratori, partiti e associazioni per i diritti agricoli

Il corteo attraversa le vie della località jonica in modo ordinato, unendo delegazioni di braccianti stranieri e lavoratori arrivati da ogni parte d’Italia. Accanto ai vessilli del sindacato, si registra un’ampia adesione da parte del mondo politico e dell’associazionismo. Tra i presenti si distinguono le delegazioni del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Libera, di Rifondazione Comunista, dell’Anpi e di Legambiente. Lungo il percorso i manifestanti scandiscono con determinazione slogan incentrati sulla sicurezza sul lavoro, sulla legalità e sulla piena tutela dei lavoratori del comparto agricolo, con un richiamo continuo al messaggio: “Basta morti e clandestinità”.

L’omaggio del sindacato sul luogo della tragedia al chilometro 395

Prima che il corteo prendesse ufficialmente il via, i vertici del sindacato hanno voluto dedicare un momento al raccoglimento e al ricordo. Maurizio Landini e Giovanni Mininni si sono recati presso la stazione di servizio situata al chilometro 395 della Statale Jonica, l’area esatta in cui è avvenuto il quadruplo omicidio. Sul posto i due leader sindacali hanno deposto due corone di fiori per rendere omaggio alla memoria delle quattro vittime, ribadendo con questo gesto simbolico l’urgenza assoluta di un intervento strutturale per rafforzare le tutele e la sicurezza di chi opera quotidianamente nei campi.

Una protesta nazionale contro lo sfruttamento e la marginalità

L’evento di Amendolara Marina assume la portata di una vera e propria iniziativa nazionale, voluta per accendere i riflettori sulle difficili condizioni lavorative che caratterizzano una parte significativa del settore agricolo. La Cgil punta a contrastare i fenomeni di marginalizzazione, il caporalato e la mancanza di sicurezza che continuano a mettere a rischio le vite dei lavoratori. La giornata di mobilitazione è destinata a proseguire con una serie di interventi dal palco e momenti di riflessione collettiva, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria dei braccianti uccisi e di esigere provvedimenti concreti e immediati dalle istituzioni.