La gestione del sistema di emergenza-urgenza 118 in Calabria si trova al centro di una dura polemica sollevata da Carlo Guccione, esponente del Partito Democratico, che descrive una situazione di profonda paralisi e inefficienza strutturale. Le problematiche investono sia i rapporti convenzionali con le realtà del Terzo Settore sia lo stato complessivo della flotta dei mezzi di soccorso, a fronte di ingenti investimenti che non avrebbero prodotto i risultati attesi.
Le modifiche alle convenzioni e la gestione del Terzo Settore
Al centro delle critiche vi è l’operato dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, la quale aveva precedentemente sottoscritto una convenzione con le associazioni del Terzo Settore accreditate con il Servizio Sanitario Regionale per il supporto e la gestione delle postazioni del 118. Secondo quanto denunciato, la deliberazione numero 609 del 13 maggio 2026 avrebbe introdotto modifiche unilaterali alle condizioni originariamente concordate. Tale variazione configurerebbe un possibile inadempimento contrattuale, mettendo a rischio la validità degli accordi in essere e delineando profili di responsabilità formale in capo alla stessa Asp cosentina.
Carenze strutturali e contenziosi amministrativi
L’impianto generale della rete di soccorso sconta le difficoltà legate al processo di regionalizzazione del servizio, attualmente rallentato da problematiche di carattere amministrativo e da diversi contenziosi pendenti davanti ai tribunali amministrativi. A questo quadro si sommano la cronica carenza di personale e la presenza di organici fortemente sottodimensionati, fattori che incidono direttamente sulla tempestività e sulla capillarità degli interventi sul territorio regionale.
La situazione dei mezzi di soccorso e il nodo degli investimenti
Un capitolo particolarmente critico riguarda lo stato del parco mezzi. Molte ambulanze e veicoli di emergenza risultano fermi da mesi a causa di guasti, senza che si sia provveduto a riparazioni o sostituzioni tempestive. Vi sarebbero, inoltre, situazioni in cui i mezzi risultano oggetto di procedure di pignoramento. Questa condizione evidenzierebbe una presunta violazione degli obblighi contrattuali previsti nel capitolato con la società Orion, l’azienda affidataria del servizio di gestione e manutenzione dei veicoli del 118.
Il contrasto tra le risorse stanziate e l’effettiva operatività del servizio appare evidente. Nonostante lo stanziamento di una spesa complessiva vicina ai 24 milioni di euro, destinata proprio al potenziamento delle infrastrutture e dei mezzi di soccorso, il territorio sconta una riduzione netta della capacità assistenziale.
Delle 63 postazioni del 118 originariamente programmate e finanziate per garantire una copertura totale della regione, al momento solo 30 risultano pienamente operative. Tale dimezzamento lascia scoperte ampie aree geografiche della Calabria, in particolar modo le zone montane e i comuni dell’entroterra. I finanziamenti erogati non si sono tradotti in un potenziamento concreto a causa di carenze organizzative che colpiscono la logistica e la gestione del personale.
Le dichiarazioni di Carlo Guccione
Il quadro delineato mette in luce una forte preoccupazione per la tenuta del sistema sanitario d’emergenza. Carlo Guccione ha espresso una netta condanna rispetto all’attuale gestione delle risorse e del servizio:
«Siamo di fronte a uno spreco inaccettabile di risorse pubbliche e a un rischio quotidiano per la sicurezza e la vita dei cittadini calabresi. Non è tollerabile che, nonostante gli ingenti investimenti annunciati, i cittadini debbano continuare a subire un servizio dimezzato e inefficiente. Non si può fare propaganda sulla pelle delle persone. Serve una svolta immediata e una radicale inversione di rotta nella gestione dell’emergenza-urgenza in Calabria, prima che il sistema imploda definitivamente.»



