Il turismo esperienziale ad Altomonte inaugura la nuova stagione ripartendo da un legame profondo con le origini, dove la cucina tradizionale diventa il ponte tra passato e presente. Presso la struttura della famiglia Barbieri, un gruppo di 17 visitatori provenienti dal Texas ha vissuto una giornata incentrata sulla riscoperta delle proprie radici, attraverso i sapori dell’infanzia e le ricette tramandate di generazione in generazione.
L’accoglienza dei viaggiatori alla ricerca delle proprie origini
La tappa all’Hotel Ristorante Barbieri ha visto come protagonista un gruppo guidato da Cherry Moore di My Bella Vita Travel, LLC, un’organizzazione specializzata nella creazione di itinerari personalizzati per viaggiatori intenzionati a esplorare il Sud Italia e a riscoprire il patrimonio culturale calabrese. Questo tipo di transito non si configura come un semplice passaggio turistico, ma come un vero e proprio percorso di ritorno e riconoscimento emotivo legato alle genealogie familiari.
L’incontro con la gastronomia locale ha permesso agli ospiti di ricollegarsi ai ricordi d’infanzia, alle figure dei nonni e ai profumi custoditi nella memoria familiare. Il turismo delle radici si manifesta così non solo come la visita a un territorio, ma come la possibilità di riconoscere un luogo come parte integrante della propria storia personale.
Il laboratorio di cucina identitaria tra manualità e tradizione
Il fulcro dell’esperienza è stato un laboratorio pratico focalizzato su preparazioni semplici e tradizionali. I partecipanti si sono cimentati nella lavorazione della pasta fatta a mano, hanno appreso i segreti della preparazione dei tipici zafarani cruschi e hanno condiviso la realizzazione delle polpettine. L’attività ha favorito il dialogo e la convivialità, trasformando la manualità e la conoscenza della materia prima in un momento di scambio culturale.
L’iniziativa ha evidenziato l’attenzione internazionale verso i sani principi della Dieta Mediterranea e verso la cucina italiana autentica. I viaggiatori stranieri mostrano un interesse sempre maggiore non soltanto per il consumo del prodotto finale, ma per l’intero processo produttivo, la stagionalità degli ingredienti e le storie delle comunità che preservano questi saperi.
Prospettive per la stagione turistica ad Altomonte
L’evento con i visitatori statunitensi apre una serie di appuntamenti legati all’accoglienza per la famiglia Barbieri. Per le prossime settimane è previsto l’arrivo di ulteriori gruppi desiderosi di intraprendere percorsi focalizzati su cucina, territorio e memoria, consolidando la posizione di Altomonte come meta per il turismo lento e consapevole.
A completare l’offerta ricettiva della struttura, con l’inizio della stagione estiva è accessibile anche la piscina su prenotazione, pensata per integrare il relax con la valorizzazione del paesaggio e dell’ospitalità locale. L’impegno dell’agrichef Enzo Barbieri, insieme a Patrizia, Michele, Alessandra e Laura, punta a strutturare un’offerta in cui l’ospitalità si trasforma in esperienza identitaria, valorizzando il turismo di ritorno come un’opportunità di connessione culturale e di sviluppo per il territorio.



