Un importante riconoscimento ministeriale premia la biodiversità agraria della Calabria. Il grano Rosìa, antica varietà cerealicola a rischio di erosione genetica, è stato ufficialmente inserito dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste tra le “Varietà italiane da conservazione”. Il provvedimento, che segue l’iscrizione nel Registro regionale della Biodiversità agraria avvenuta nel giugno 2023, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana lo scorso 6 giugno.
La notizia è stata diffusa dall’Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese (Arsac), che ha evidenziato la rilevanza dell’obiettivo raggiunto per il territorio e per le strategie di tutela ambientale.
Il ruolo del territorio e la sinergia istituzionale
La produzione di questa varietà di grano tenero si concentra prevalentemente nella provincia di Vibo Valentia, in particolare nel comune di Maierato e nella zona della Piana degli Scrisi. In quest’area, gli agricoltori locali si sono organizzati in associazione per preservare la coltura, promuovendo anche manifestazioni storiche e culturali come le Feste della mietitura e della trebbiatura, che richiamano le antiche tradizioni rurali degli anni Sessanta.
Il percorso che ha condotto al riconoscimento ministeriale si basa su una cooperazione scientifica e istituzionale. L’Arsac ha infatti precisato che il risultato è «frutto di una proficua collaborazione tra agricoltori, istituzioni e mondo della ricerca. Da una parte gli agricoltori custodi, che hanno preservato e promosso il grano Rosìa mantenendone viva la coltivazione; dall’altra il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, l’Arsac e la Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, impegnati nella Commissione per la valutazione e l’iscrizione delle risorse vegetali e animali nel Registro regionale della biodiversità agraria e nella loro tutela dal rischio di erosione genetica».
Prospettive di sviluppo e il supporto di Slow Food
L’interesse attorno al grano Rosìa coinvolge anche l’organizzazione internazionale Slow Food. Le articolazioni regionali e provinciali dell’associazione sono infatti al lavoro per l’inserimento della varietà tra i presìdi tutelati, con l’intento di salvaguardare la filiera locale e le produzioni autoctone.
Secondo le valutazioni dell’Arsac, l’inclusione tra le varietà da conservazione costituisce uno strumento normativo e promozionale per incrementare la diffusione del cereale, consolidando il legame tra sviluppo sostenibile e identità territoriale. L’agenzia ha espresso un ringraziamento ai coltivatori che hanno investito nella tutela di questa risorsa, per la quale si aprono ora nuove opportunità di valorizzazione economica e culturale.



