C’è un confine invisibile, ma drammaticamente evidente, che quest’estate attraversa le acque del Mar Tirreno cosentino. Un confine lungo appena dieci metri, lo spazio che separa un’insenatura dall’altra sul litorale di Paola, capace di mostrare contemporaneamente il meglio e il peggio della nostra costa. Le due facce di una stessa medaglia che lasciano bagnanti e residenti tra l’incanto e l’indignazione.
Il paradiso a portata di sguardo
Da un lato, la Calabria che tutti sognano e che i turisti cercano. Come si evince dalle immagini, una delle insenature si presenta con un’acqua straordinariamente limpida e cristallina. Il fondale di ciottoli è visibile fin nei minimi dettagli, i riflessi del sole giocano con le sfumature turchesi e i bagnanti si godono un bagno rigenerante in totale serenità. È l’immagine da cartolina del nostro mare, la dimostrazione del potenziale immenso che questo territorio possiede.
L’inferno a dieci metri di distanza
Basta però spostarsi di pochissimi passi, oltrepassare la lingua di sabbia che separa le insenature ed entrare nello specchio d’acqua adiacente per trovarsi di fronte a uno scenario completamente opposto. Come si evince dalle immagini, a una manciata di metri dal “paradiso”, l’acqua cambia volto. Una scia evidente di schiuma e sporcizia galleggia in superficie, mentre sul bagnasciuga e sul fondale fanno la loro comparsa rifiuti e residui che rendono lo specchio d’acqua impraticabile e sgradevole alla vista.
Una ferita per il turismo e l’ambiente
Questo paradosso a cielo aperto solleva inevitabili interrogativi sulla gestione delle correnti, sugli scarichi e sulla tutela ambientale del litorale paolano. Com’è possibile che la bellezza più pura e la contaminazione più evidente convivano a così stretto contatto?
Il contrasto tra la purezza di un’insenatura e il degrado a dieci metri di distanza, ben visibile mettendo a confronto gli scatti, è lo specchio di una sfida ancora aperta per la costa cosentina: difendere un patrimonio naturale unico da incuria, malfunzionamenti o inciviltà, affinché la medaglia del nostro mare possa finalmente mostrare a tutti un’unica, splendida faccia.



