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A Cerisano, da New York a Buenos Aires, per un abbraccio tra jazz e tango

Di Pierfrancesco Greco

Nelle Serre, a Cerisano, l’estate ha un altro ritmo, un’altra poesia …

In effetti, la rassegna “Tu vuoi l’America – Da New York a Buenos Aires”, sta regalando, in questo mese di luglio, serate di una piacevolezza straordinaria agli appassionati di grande musica, giunti anche ieri sera numerosi nel Borgo delle Serre

Si è iniziato mercoledì, nella frescura notturna di una vivace e affollata Piazzetta Chiocciola, ove, con Lauren Henderson e i suoi musicisti, si sono palesati il calore e il colore del jazz, tra fusion, swing, latin …

Le sonorità ti catturano, il groove ti rapisce: è la dolce cattività indotta da tale espressione musicale, che, quando incontra l’originalità interpretativa albergante nell’unicità di ogni artista, libera il respiro dei sensi … Mercoledì sera, il Lauren Henderson Quintet è stato un vettore straordinario di sensazioni potenti, quelle che, in un attimo, ti portano nelle atmosfere del Birdland di New York o del Blue Note di Milano … Senza prendere aerei, senza muoversi: Cerisano diventa un portale di passaggio istantaneo nello spazio, e anche nel tempo, permettendoti di incontrare Cole Porter e, poco dopo, Burt Bacharach … È stato un viaggio tra sonorità e virtuosismi, tra anima e passione. È stata l’ennesima pagina di una storia che, in oltre trent’anni, ha portato nei vicoli del paese alcune tra le più luminose stelle del firmamento jazzistico italiano e internazionale.

È una bella storia … È la storia di Cerisano.

Ieri, invece, è stata la volta del tango … Il tango è un fremito dell’animo … Esso è passione, pulsione, carnalità … È la rappresentazione, in forma d’arte abbracciante la musica, dello stato estatico che connota l’amplesso, la cui alcova diventa l’atmosfera avvolgente, impetuosa nel suo essere penetrante, che il calore delle note riesce a determinare, rendendo inevitabile quel toccarsi, quel tangersi, appunto, in cui trova la propria essenza questo genere musicale, questa forma di danza.

Ebbene, ieri sera, il Cortile del Pozzo di Palazzo Sersale è diventato un canalizzatore di tale fremito, di tale passione, pulsione, carnalità, di tale rappresentazione, di tale atmosfera, di tale calore: un canalizzatore attivato dalla “Alma de Tango” dell’Orchestra Sinfonica Brutia e del suo direttore e pianista, il professor Francesco Perri, i quali hanno dato vita a una rimarchevole performance, sotto il cielo stellato di Cerisano. Il suono degli archi e del pianoforte ascende e attrae, così come i passi di due ballerini sull’Underground Tango di Goran Bregović. Astor Piazzolla non può mancare, così come tanti altri, che, con le loro composizioni, hanno decodificato in musica l’anima profonda argentina e, in genere, sudamericana, che è pure un’anima italiana, meridionale, calabrese, la quale si palesa in quella vena malinconica accomunante chi sente dentro la lontananza dalla propria terra d’origine: forse è per questo che il tango ci prende così tanto … Gerardo Matos Rodríguez, con la sua Cumparsita, ci accompagna verso la conclusione del concerto, ove ci attende ancora Piazzolla, con la milonga struggente di Oblivion, con la malinconia a cui si accennava poco fa, la quale diventa poesia che rimane anche dopo l’ultima nota, in attesa del prossimo tango …

E, intanto, l’estate trova il suo sound nel Borgo delle Serre.