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Il cortometraggio su Denis Bergamini in corsa per gli Oscar 2027

La vicenda di Denis Bergamini, il centrocampista del Cosenza scomparso nel 1989 in circostanze rimaste a lungo avvolte nel mistero, approda negli Stati Uniti per tentare la strada del premio più ambito del cinema internazionale. Il cortometraggio intitolato “Denis 18.11.89”, scritto e diretto dal regista cosentino Francesco Gallo, è entrato ufficialmente nella corsa per la qualificazione agli Academy Awards 2027 nella categoria Best Documentary Short Subject.

La qualificazione negli Stati Uniti e la proiezione a Beverly Hills

Il fondamentale passo verso la candidatura è stato compiuto attraverso la necessaria permanenza nelle sale cinematografiche americane. La pellicola ha infatti completato la propria “theatrical run” di sette giorni presso il Lumiere Cinema at the Music Hall di Beverly Hills. L’operazione di distribuzione sul territorio statunitense è stata curata da Voce Spettacolo di Walter Nicoletti, consentendo all’opera di soddisfare i criteri richiesti dall’Academy.

Dalla tragedia di Roseto Capo Spulico alle aule di tribunale

Nato ad Argenta nel 1962 e diventato una figura simbolo per la tifoseria rossoblù, Denis Bergamini fu trovato privo di vita il 18 novembre 1989 lungo la Statale 106 Jonica, all’altezza di Roseto Capo Spulico. Per diversi anni la sua morte è stata archiviata come un suicidio, basandosi sulla tesi del giovane atleta lanciatosi sotto un camion. La determinazione dei familiari ha tuttavia consentito di far riaprire le indagini e di giungere a una sentenza di condanna per omicidio, con il processo d’appello attualmente in corso a Catanzaro.

La prospettiva intima della narrazione e le parole del regista

Il cortometraggio sceglie di non ripercorrere l’intera vicenda processuale, concentrandosi su una dimensione intima ed emotiva: la ricostruzione delle prime ventiquattro ore successive alla tragedia viste attraverso lo sguardo della sorella Donata, interpretata da Chiara Gatti. Nel cast figurano anche Francesco Scornaienghi nei panni di Denis e Carmelo Giordano nel ruolo del padre Domizio.

A proposito della struttura del racconto, il regista Francesco Gallo ha spiegato: «È il racconto del suo viaggio dall’Emilia-Romagna alla Calabria e del muro di silenzi che trova al suo arrivo, tra ospedali e caserme». L’autore ha inoltre sottolineato come si tratti di «sicuramente il più lungo e drammatico giallo nella storia del calcio italiano, comunque uno dei grandi rimossi della storia italiana».