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Call center esasperanti, arrivano le multe per chi fa troppe chiamate

Capiamo bene che si tratta di un lavoro, ma a volte i centralinisti dei call center sono esasperanti. Ed ecco che a sedare la loro voglia di concludere a tutti i costi un contratto, arrivando anche a chiamare più volte durante il giorno allo stesso cliente, arriva il Garante della Privacy.

Continua la lotta del Garante della Privacy nei confronti delle aziende che troppo spesso non effettuano controlli sulla gestione delle attività di telemarketing. L’ultima azienda a farne le spese è Tim: l’operatore telefonico ha ricevuto una multa di quasi 28 milioni di euro (27.802.946 euro per la precisione) per aver violato più volte le disposizione di legge in merito al trattamento dei dati legati al marketing.

In parole semplici l’operatore telefonico è stato multato perché i call center sono troppo insistenti e molto spesso hanno telefonato a persone presenti nel Registro delle opposizioni o nelle black list dei non clienti che non possono ricevere chiamate. Il Garante della Privacy si è attivato dopo le centinaia di segnalazioni arrivate da cittadini oramai stufi di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno. L’Authority ha ottenuto l’aiuto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza che è riuscito a scovare numerose violazioni in materia di protezione dei dati personali.

L’indagine è stata portata avanti con il supporto della Guardia di Finanza che ha dimostrato che Tim non ha avuto sufficiente contezza di fondamentali aspetti dei trattamenti di dati effettuati (accountability).

Secondo quanto riportato dal Garante, sono stati circa duecentomila i casi di persone contattate dai call center nonostante fossero “fuori lista”, ossia non fanno parte degli elenchi che i call center possono chiamare. Il Garante è venuto anche a conoscenza di una persona chiamata 155 volte in un mese per attività promozionali.