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Corigliano Rossano: cane morto trovato fra i rifiuti

Cane morto buttato nell’immondizia: macabro ritrovamento a Corigliano Rossano nel cosentino.

Il corpo dell’animale senza vita ed in stato di decomposizione è stato ritrovato vicino un cassonetto dell’immondizia, gettato senza umanità come un rifiuto tra i rifiuti. La foto del cadavere è stata postata sui social ed ha provocato la rabbia di tanti che si chiedono ora chi l’abbia ucciso. «È stata forse una morte violenta, aveva una corda al collo ed evidenti ferite» scrivono.

Sul caso ora c’è una denuncia contro ignoti presentata alla polizia ed indagini sono in corso.

Non tarda ad arrivare la risposta della consigliera comunale Liliana Zangaro. “Il cane  ritrovato morto con un cordino al collo non è stato avvelenato o impiccato, ma investito e forse spostato dal piano stradale ai piedi del cassonetto in un secondo momento.

Zangaro, delegato al randagismo dal sindaco Flavio Stasi oggi, subito dopo aver ricevuto la segnalazione, si è recata sul sito per le corrette procedure con gli agenti della Polizia Municipale, la guardia eco-zoofila Enpa ed i medici veterinari Asp area C. Dai primi rilievi effettuati dal veterinario è emerso che la morte dell’animale, un simil-pastore maschio di circa 2 anni, non microchippato, con una zampa rotta ed alcune ferite, è riconducibile ad investimento e non ad altre cause dolose quali impiccagione o avvelenamento. Verosimilmente il corpo è stato poi in un secondo momento rimosso con un cordino dalla strada al piccolo spiazzale dove si trovano i cassonetti della nettezza urbana.

Il fenomeno del randagismo – precisa la Zangaro – continua ad essere all’attenzione dell’Amministrazione Comunale. Non neghiamo l’esistenza del problema. Il numero dei recuperi dei cani vaganti sul territorio sia nel canile comunale sanitario con 74 ingressi, sia nella struttura convenzionata privata (97) è in aumento. Sono aumentati gli affidi rispetto agli ultimi 6 anni di riproduzione incontrollata.

Tali risultati, sicuramente migliorabili – conclude la Zangaro – sono stati raggiunti nonostante il venir meno del prezioso contributo di alcune associazioni ed il sequestro avvenuto nell’ottobre scorso, che ha rallentato per ovvi motivi i passaggi nel rifugio e gli affidi”.