Numeri drammatici per l’economia calabrese nel dopo Covid. A snocciolare gli allarmanti dati una ricerca sulle imprese del terziario della regione Calabria, presentata oggi dal presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri, e dal presidente di Format Research, Pierluigi Ascani e realizzata da Confcommercio Calabria in collaborazione con Format Research.
“A seguito della chiusura causata dal blocco delle attività produttive rischiano di chiudere, senza più riaprire, circa 9mila imprese nel 2020, con una perdita di oltre 23mila occupati. Le imprese del terziario della Calabria – si legge nella ricerca – rischiano di perdere circa 2 miliardi di valore aggiunto, il 7% in meno su base annua. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha prodotto uno shock economico e finanziario senza precedenti. Oltre l’80% delle imprese della Calabria hanno dichiarato che la situazione economica generale dell’Italia è peggiorata. Ancora più negativo il sentiment nei confronti dell’andamento economico della propria impresa”.
“L’82,9% delle imprese ha ravvisato un peggioramento dell’andamento della propria attività. Il 58% delle imprese della Calabria ritiene che i mesi della riapertura e i mesi estivi (fine aprile – fine settembre 2020) saranno i più difficili per l’andamento economico della propria attività”.
La crisi scaturita a causa della pandemia avrà pesanti ripercussioni sull’occupazione. Il 62% delle imprese della Calabria – prosegue lo studio di Confcommercio Calabria-Format Research – ha dichiarato di avere adottato o di essere in procinto di adottare la Cig. Il 32% delle imprese ha già ridotto il personale e il 40% prevede di farlo nei prossimi mesi se la situazione non migliorerà. Gli effetti sono stati tamponati dall’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e dalle misure adottate dal governo. Tuttavia, la preoccupazione tende a salire nei prossimi trimestri”.



